Intervenire subito - Ance

Parla Paolo Buzzetti, presidente Ance

"Sono passati poco più di due anni da quando lanciammo per la prima volta con gli Stati Generali delle Costruzioni l’allarme crisi che sta bloccando il nostro settore  - afferma Paolo Buzzetti, presidente di Ance. - Quello che maggiormente temevamo si sta verificando, le stime negative si stanno traducendo in numeri concreti e l’Italia mai come adesso sta vivendo un periodo di bassa crescita economica. Parliamo di 350.000 posti di lavoro persi nell’assoluto silenzio e di investimenti scesi del 22,3 % in soli 4 anni facendo sprofondare il settore ai livelli di produzione di oltre 15 anni fa. A questo si aggiungano le difficoltà incontrate dalle imprese che si trovano di fronte ad una vera e propria emergenza liquidità, strette da una parte dalla morsa creditizia e dall’altra dai ritardati pagamenti della PA, fenomeno odioso e profondamente ingiusto che scarica sui privati le inefficienze dello Stato. Questi sono dati che non possono lasciare spazio a ulteriori perdite di tempo, bisogna intervenire e subito per invertire immediatamente questa tendenza".

Si può reagire, ma...

"Siamo assolutamente convinti - continua Buzzetti - che il Paese possa risollevarsi e che le nostre imprese abbiano le capacità per reagire, ma c’è bisogno di un atto di coraggio da parte della politica e di prendere decisioni rapide ed efficaci. È vero, la crisi del debito che sta attraversando le economie occidentali e in particolare l’Europa ci ha svegliato dal sonno della spesa pubblica cui per troppo tempo ci siamo abituati. La nuova parola d’ordine è risparmio perché il bilancio dello Stato mantenga un equilibrio nel tempo. Per questo motivo è con responsabilità che comprendiamo i principi della manovra economica varata dal governo. Bisogna stare attenti, però, perché sebbene lo sforzo per il raggiungimento del pareggio di bilancio sia importante e apprezzato, i mercati e l’Europa ci avvertono come questa necessità non debba avvenire a discapito della crescita. È necessario trovare un compromesso che possa garantire la sostenibilità dei conti pubblici in futuro e nello stesso tempo stimolare la crescita".

Occorre agire subito

"In questo senso il settore delle costruzioni rappresenta sicuramente un volano per l’economia, ed è per questo che Stati come la Germania e la Francia hanno creduto nella funzione anticiclica del settore investendo nelle costruzioni, anche attraverso incentivi fiscali e ottenendo, insieme ad alcune economie del nord Europa, le performance migliori in termini di Pil. D’altro canto un miliardo di investimenti in infrastrutture può attivare ben 23 mila posti di lavoro. I nostri decisori pubblici sono ben consapevoli che le infrastrutture sono una priorità per la crescita del Paese, ecco perché in queste settimane il governo è a lavoro per varare un decreto infrastrutture che serva a stimolarne il rilancio. Sotto questo punto di vista  - sottolinea Buzzetti - apprezziamo lo sforzo del governo in questo lavoro che seguiamo da vicino con attenzione, ma perché questo intervento sia efficace nell’immediato e aiuti il paese a crescere le semplificazioni non bastano, servono risorse immediate per far ripartire le opere pubbliche, grandi e piccole, e per mettere in sicurezza il territorio attraverso un programma di piccoli e medi interventi.È arrivato inoltre il momento di metter mano a un piano per lo sviluppo delle nostre città che a livello internazionale stanno perdendo competitività, ma che attraverso un sistema di leve e d’incentivi fiscali potrebbero tornare ad attrarre investimenti privati e rappresentare un buon motore per la crescita. In questo senso il decreto 70, cosiddetto decreto sviluppo, ha fatto molto sul piano legislativo per consentire interventi di riqualificazione e ammodernamento delle città, ma senza una regia di questi interventi e senza incentivi mirati il piano non può dare i frutti sperati. Bisogna quindi intervenire il prima possibile - conclude Buzzetti - per ridare slancio al paese e fiducia ai cittadini, alle imprese e ai mercati".



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