Pelle tecnologica e cuore di cls - CIFA

3 pompe autocarrate Cifa sul cantiere dello stadio di Nizza

Quando costruire uno stadio vuol dire ripensare un’intera vallata; è questo il caso (positivo) del nuovo, grande intervento, allo stesso tempo architettonico e urbanistico, che ha al centro la costruzione del nuovo stadio di Nizza, in lista per entrare fra le strutture Uefa destinate ad ospitare gli europei 2016. La struttura, che avrà una capacità di circa 35.000 spettatori ed è stata progettata dallo studio Wilmotte & Associés, sarà anche in grado di ospitare altri eventi sportivi, concerti o manifestazioni di massa. Lo stadio prevede poi un museo dello sport (3000 m2) e spazi commerciali e di intrattenimento per oltre 29000 m2. Come ha dichiarato il sindaco di Nizza, Christian Estrosi la costruzione del nuovo stadio è sinergica alla volontà di fare di Nizza una grande città dello sport, dando spazio innanzitutto agli appuntamenti internazionali della nostra squadra, l’OGC Nice; non solo, vuole anche essere un punto di incontro focale per la vita della nostra città: manifestazioni culturali, concerti, seminari saranno presenti tutto l’anno. Lo stadio, nel cuore della Eco-vallé, simboleggia le ambizioni economiche, sociali e ambientali del nostro territorio per il futuro”. Avveniristica la copertura, realizzata su una struttura portante reticolare in legno lamellare: pannelli in polimetilmetacrilato trasparente verso il campo si alternano a una fascia centrale il polivinilcloruro opaca e a una zona (quella sul perimetro dello stadio) dove troveranno posto i pannelli fotovoltaici. Gran parte dell’energia dello stadio verrà, infatti, assicurata dal sole: ai pannelli fotovoltaici in copertura, si aggiungeranno quelli di un grande parco fotovoltaico inserito nel quartiere di edilizia residenziale e uffici ecocompatibili che sorgerà nei pressi dello stadio.
Tanta tecnologia e molti materiali innovativi, ma la parte dura la sostiene un materiale più tradizionale, il cemento, gettato con tecnologie moderne e gestito dal punto di vista delle forniture in un modo davvero interessante: vediamo quale.

Un'inedita collaborazione

La commessa della costruzione del nuovo stadio è stata acquisita da una società a capitale misto pubblico-privato (in tempi da record, dal 1 agosto 2012 all’estate 2013) che gestirà anche l’impianto per 30 anni. In questo raggruppamento uno dei partner privati più importanti è Vinci, una delle più grandi imprese francesi, che ha incaricato il gruppo Audemard di guidare un’associazione temporanea di imprese che gestiranno completamente la produzione e la posa in opera dei calcestruzzi necessari allo stadio. Stiamo parlando di quantità decisamente importanti, superiori ai 70000 m3 e ci pare davvero innovativa la gestione che vede Audemard, società Nizzarda di produzione e trasporto calcestruzzo, lavorare fianco a fianco con colossi come Lafarge e Vicat. La gestione della commessa è, di fatto, in mano a un raggruppamento di imprese che Audemard coordina, occupandosi, a seconda delle esigenze del cantiere, di distribuire alle altre consociate quantità, qualità e tempistiche di fornitura dei vari tipo di calcestruzzo. Audemard partecipa direttamente anche per il getto con una propria consociata specializzata la LBN (Les Betons Niçois) che condivide la responsabilità con la monegasca (e altrettanto specializzata) Cogemat. Tutti lavorano d’amore e d’accordo con un’obiettivo comune: garantire la massima qualità del calcestruzzo, gettandolo nei tempi concordati con la direzione del cantiere. Ve lo immaginate in Italia? Qui invece tutto funziona: alla data della nostra visita c’erano nel grande cantiere tre aree di getto contemporanee, una gestita da LBN e due da Cogemat. Tutte le pompe autocarrate al lavoro erano marchiate Cifa (guarda il video delle macchine al lavoro), l’azienda italiana che fa parte del gruppo Zoomlion.

Gemelle diverse

In cantiere abbiamo potuto vedere entrambe le autocarrate Cifa K41L XRZ2, una sotto il marchio di LBN (società attiva da trent’anni e ora integrata nel gruppo Audemard con tre impianti produttivi nella zona di Nizza) e l’altra di proprietà Cogemat, impegnate in due getti di soletta. Con una differenza fondamentale: la prima lavorava a un semplice (non lo sono mai quando occorre gettare oltre 70000 m3 di cemento in poco più di un anno) getto in esterno di una soletta in cls, avvantaggiandosi dello sbraccio garantito dalle sue cinque sezioni, mentre la seconda dimostrava di saper lavorare davvero nel difficile, gettando la pavimentazione di uno dei parcheggi coperti. La flessibilità operativa della K41L è subito evidente, dato che le squadre riescono a gettare le ampie superfici coperte, passando per spazi decisamente angusti, senza la necessità di dover avvicinare troppo l’autocarrata e senza rallentare il cantiere (un inciso: le squadre al lavoro a Nizza sono davvero veloci e efficienti, in grado di livellare senza problemi grandi superfici in poco tempo). La K41L è stata appunto pensata da Cifa per garantire grandi portate anche in getti complessi come quelli del parcheggio sotterraneo di Nizza; una macchina di questo tipo consente al direttore lavori di avere più flessibilità in cantiere, potendo gettare strutture in elevazione (in Francia è molto utilizzato il getto con gru e benna) e, contemporaneamente, lavorando in interno ai livelli inferiori alle solette e alle opere di completamento. Parliamo di una autocarrata con una produzione teorica che può arrivare a 179 m3/ora anche grazie alle tubazioni da 125 mm e al potente gruppo pompante HPG 1808/1113 IF9; estremamente versatile, ha, come detto, un braccio a cinque sezioni che le consentono di raggiungere un’altezza massima di 40,1 metri e una distanza orizzontale massima dal centro dell’asse di rotazione di 35,8 metri. La macchina ideale per l’applicazione vista con LBN (il cui responsabile di cantiere era molto soddisfatto della prestazione della macchina).

Cogemat da Monaco al Grand Stade

Il secondo getto che abbiamo visto nella nostra visita era anche quello più spettacolare; Audemard, in qualità di coordinatore, l’aveva appaltato alla Cogemat, società monegasca specializzata in getti e trasporto cemento; e specializzati devono esserlo davvero per gestire un bestione da cantiere come l’autocarrata Cifa K52L XRZ con i suoi oltre 51 metri di massima altezza verticale (ma in Cifa stanno preparando delle grosse, in tutti sensi, sorprese per i prossimi anni). La macchina, qui nella versione a quattro assi (ma è disponibile anche quella a cinque), riesce a garantire alte portate di pompaggio a quote davvero notevoli, senza per questo superare i 12 metri di lunghezza su strada, agevolando i permessi di circolazione per mezzi eccezionali. La macchina di Cogemat stava lavorando al getto di uno dei piani alti dello stadio, precisamente uno di quelli che verranno occupati dal nuovo Museo dello sport. Da notare che Cogemat lavorava per la prima volta con la K52L XRZ su un cantiere operativo, dato che la autocarrata è entrata da pochissimo nel parco macchine dei monegaschi. Dobbiamo dire che, a parte l’ovvia attenzione iniziale, non abbiamo notato problemi di sorta, probabilmente anche grazie ai sistemi di controllo tecnologici che la macchina monta, incluso il sistema di stabilità elettronico K-TRONIC e i comandi braccio con distributore proporzionale load sensing, per garantire contemporaneità su più movimenti senza perdere di fluidità di risposta. La K52L XRZ è dotata di un braccio a sei sezioni con altezza massima 51,1 m e 46,8 metridi massima distanza orizzontale. Produzione? 179/105 m3/ora con tecnologia a circuito chiuso e inversione di flusso. Impressioni di cantiere? Ottime, il cemento fluiva sulla soletta senza cali di pressione e con buona continuità, consentendo agli operatori di controllare il getto senza scosse e in assoluta sicurezza.


Viste sul campo: dati tecnici

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