Mercato Costruttori: USA up, China down

Mercato in calo nel 1 trimestre 2013

Con la pubblicazione dei risultati operativi di Komatsu e Hitachi, che hanno chiuso il proprio anno fiscale il 31 marzo 2013, si può ora tracciare un quadro complessivo dell’andamento dei top player mondiali del mercato produttori macchine per costruzioni tra fine 2012 e primo scorcio di 2013. I dati più comuni rilevati fra quelli pubblicati delle dieci case principali sono la discreta la ripresa degli Stati Uniti e del Nord America, grazie soprattutto al segmento edilizia residenziale e civile, mentre appare molto più di una semplice frenata la contrazione del mercato cinese. I prossimi mesi del 2013 saranno decisivi per capire se si tratta di una vera e propria crisi di settore nel paese asiatico che potrebbe rimescolare alquanto le classifiche di vendita dei top player.

CAT e le due giapponesi tra alti e bassi

Caterpillar, che lo scorso 22 aprile ha pubblicato i dati del 1Q 2013, con 13,2 B$ nel quarto, registra un peggioramento del fatturato pari al -17,2% rispetto ad analogo periodo del 2012. Il management ha quindi rivisto l’outlook sulle vendite del FY2013 che si prevedono entro la forbice 41-46 B€ (-7,5% rispetto alle stime precedenti), in deciso calo rispetto ai 50,6 B€ complessivi consolidati a fine 2012. Komatsu ha invece pubblicato recentemente i dati del FY 2012, terminato come detto il 31 Marzo. Fatturato che si attesta a 1,884.9 miliardi di Yen (circa 17,7 mld di euro al cambio medio annuale yen/euro pari a 106,6) marcando una riduzione del 4,9% rispetto al precedente anno fiscale. Buone le performance in patria e negli Stati Uniti, mentre un risultato negativo si è avuto in Cina, dove l’atteso incremento della domanda non è avvenuto. Sia il segmento mining (che ha patito anche l’inattesa carenza di richieste in Indonesia) sia quello delle macchine industriali sono stati inferiori alle attese come numero di unità vendute. Nonostante i segnali negativi di questo inizio 2013, Komatsu si attende per il FY2013 un incremento di fatturato dell’8,8% YoY, grazie soprattutto a Nord America e Giappone, che dovrebbero essere trainati dalle macchine per costruzioni (housing), mentre il settore industrial e mining è atteso al ribasso. Hitachi Construction Machinery, secondo i dati consolidati del FY2012 pubblicati il 26 Aprile, ha fatturato 772 miliardi di Yen (pari a 7,2 mld di euro secondo lo stesso cambio medio 2012 utilizzato anche da Komatsu), con un decremento del 5,5% rispetto al precedente anno fiscale che secondo il management giapponese è imputabile in particolare ai risultati inferiori alle aspettative registrati dal gruppo soprattutto in India, Cina ed Europa, parzialmente mitigati dalle buone performance nelle macchine da costruzioni negli Stati Uniti che, come già segnalato, hanno visto una ripresa nel segmento housing. Così come per Komatsu, anche per Hitachi il risultato nel segmento mining è stato decisamente inferiore alle attese, a causa delle diminuzione di richiesta sia in Indonesia sia in Australia.

Difficoltà per Volvo e le Cinesi

Negativi anche i dati del 1Q 2013 pubblicati in settimana dagli svedesi di Volvo CE, anche loro trascinati al ribasso dal segmento mining. Le net sales segnano un -29% al netto del cambio, attestandosi per il primo trimestre di quest’anno a 12,136 MSEK (pari a 1,42 mld di euro). La contrazione del mercato è generalizzata, in particolare si registrano i dati seguenti: -9% in Europa, -41% in Nord America, -25% in Sud America, -41% in Asia e -29% nel resto del mondo. In termini di unità, l’Europa ha un decremento rispetto allo stesso quarto del 2012 del 18%, Nord America -7% e Sud America del 20%, Cina -42% (dove comunque Volvo resta leader di mercato), resto dell’Asia -7%. In termini prospettici sul 2013, il management svedese si attende una riduzione complessiva tra il 5% e il 15% con l’eccezione dell’Asia (Cina esclusa) per la quale si attende una leggera crescita del numero di unità vendute. Gli aspetti positivi del conto economico del top player svedese riguardano l’assestamento dell’inventario e il veloce adattamento della pipeline produttiva a volumi decisamente inferiori rispetto agli anni scorsi. Paiono anche peggiori i dati relativi ai cinesi di Sany Heavy Industries, a dispetto di un fatturato universalmente noto che, con 6 mld di euro al termine del 2012 li posizionavano al 5° posto. In primo trimestre del 2013, vanno infatti registrate decise perdite di volumi sul mercato interno, solo parzialmente compensate dai risultati positivi sui mercati internazionali, consolidati in parte sull’onda lunga dell’acquisizione nel corso del 2012 della tedesca Putzmeister e alla JV con gli austriaci di Palfinger. I dati parlano di una contrazione del fatturato del 25% che si attesterebbe per questo 1Q sui 1,4 mld di euro, e di una riduzione più decisa dell’utile netto pari al -43% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Discorso ancora più critico per Zoomlion che, superata la fase di crescita internazionale e consolidamento con l’acquisto di asset europei nel decennio scorso, fra cui Cifa Italia e Powermole UK, si trova ora a dover fronteggiare il reflusso del mercato cinese. I dati appena pubblicati, relativi al 1Q 2013 del gruppo, testimoniano infatti un pesante -48,6%, con vendite che si fermano nel trimestre 2013 a poco più di 780 mln di euro, e con un net profit crollato del 71% se confrontato con il 1Q del 2012.

Liebherr su

Al contrario delle tre precedenti, pare essere molto positivo il risultato 2012 di Liebherr, pubblicato con una nota lo scorso 9 aprile. Si registra infatti un incremento complessivo delle vendite del gruppo tedesco pari al 9%, che hanno raggiunto così i 9,1 miliardi di euro. Va ovviamente precisato che nel computo sono stati considerati anche segmenti non legati alle Construction quali Aerospace (1,03 mld), Macchine Utensili (0,26 mld), Apparecchi uso domestico (0,89 mld) e Altri prodotti (0,21 mld). Ciononostante sono rimarchevoli i risultati di Liebherr: il segmento Mining (+28% con ricavi a 1,29 mld di euro) è in netta controtendenza rispetto a tutta la concorrenza; buono il risultato nel segmento Autogru (+12%, 1,94 mld euro), discreto su Gru Marittime (+3% e 0,83 mld), mentre sono stabili i fatturati relativi a Macchine Movimento Terra (2,06 mld di euro) e Gru a Torre (0,58 mld di euro). Il risultato complessivo nel settore Construction è quindi pari a 6,7 mld di euro e segna un più che positivo, data la crisi di sistema, +10,1% YoY. Il trend positivo dell’azienda si manifesta anche attraverso una crescita occupazionale del 6,5% nel corso del 2012, ma soprattutto con un incremento degli investimenti che sono stati di 840 mln di euro, quasi il 10% del fatturato.

Terex, Doosan e John Deere tengono botta

Passando agli americani di Terex, che il 25 aprile scorso hanno presentato agli investitori il webcast relativo al 1Q 2013, nella prima parte di quest’anno il management riporta una riduzione del fatturato del 5,5% rispetto allo stesso quarto del 2012. Il gruppo statunitense dichiara 1,7 B$ (1,3 B€ al cambio attuale). Da segnalare anche per il segmento Piattaforme Aeree le buone performance sul mercato interno e su quello sudamericano oltre ad una leggera ripresa in Europa legata soprattutto al ciclo di sostituzione macchine per i maggiori gruppi europei del noleggio. Diversa la situazione nel segmento Construction, nel quale Terex ha provveduto alla cessione di alcuni asset, alla riduzione di diverse sedi europee a causa della scarsa domanda. Unica nota positiva l’aumento della richiesta di autobetoniere in Nord America grazie alla più volte citata ripresa dell’Housing. Abbastanza buono il segmento Gru per margini e ripresa dei prezzi, anche se va rimarcata una caduta delle vendite in Australia pari al -25% rispetto al primo trimestre 2012. Negativo invece l’industrial che ha un -23% medio vs. 1Q2012. L’outlook complessivo di Terex sul 2013 è stato pertanto rimodulato dando priorità al segmento Gru, senza tuttavia modificare la forbice attesa di vendite compresa fra 7,9 e 8,3 mld di dollari (6-6,3 mld di euro). I coreani di Doosan Infracore nel bilancio 2012, presentato nello scorso mese di febbraio, hanno indicato un volume d’affari pari a 8,157 miliardi di won (corrispondenti a 5,6 mld di euro al cambio attuale), con una flessione del 3,6% YoY sul 2011. Nel dettaglio, le macchine da costruzione che rappresentano il 75% del fatturato, hanno subito una riduzione del 5,5%, stabile il segmento Engines (+0,6%) mentre Machine Tools segna un incremento più deciso (+3,3%). Anche per Doosan vale il discorso relativo al forte impatto negativo dato dal mercato cinese (-47% YoY) ed europeo, quest’ultimo tuttavia mitigato dai buoni risultati negli altri paesi della regione EMEA (+5.3% complessivo), mentre spicca l’ottimo incremento del mercato nordamericano con un +25,5%. Nonostante la situazione contrastata, l’outlook del management coreano prevede una crescita di fatturato che dovrebbe attestarsi intorno all’8,8% alla fine di questo anno fiscale. Interessante anche la previsione concernente il mercato cinese che gli analisti di Doosan vedono in ripresa a partire dalla seconda metà del 2013 grazie a tre decisioni strategiche in fase di implementazione quali il lancio di nuovi modelli customizzati per la crescente urbanizzazione del paese, l’ottimizzazione delle macchine dedicate all’housing in ambiente rurale e di quelle per il mining, una maggiore localizzazione del personale per incrementare la fidelizzazione dei grandi clienti ed una profonda riorganizzazione della rete dei dealers locali. Confermata anche secondo i coreani la crescita regolare del mercato nordamericano grazie all’edilizia, dove tuttavia i driver saranno i margini e non i volumi. Sarà quindi importante il lancio di nuove macchine più efficienti in termini di consumi e di rapporto qualità-costi. L’analisi dei dieci top player del settore si chiude con il gruppo John Deere, che come si sa non ha nelle macchine da costruzione il proprio core business, costituito invece dai mezzi per l’agricoltura. Si può tuttavia rilevare a titolo indicativo che il segmento Construction and Forestry ha registrato un aumento delle vendite che nel 2012 si sono attestate intorno ai 4,9 mld di euro, segnando un +19%. A livello strategico prosegue il tentativo di espansione dei mercati esteri di questo segmento da parte di JD. In questo senso vanno lette la costruzione della fabbrica di Tianjin in Cina per escavatori idraulici e loader gommati, il potenziamento della JV con Hitachi in US, e infine l’avvio di due nuove fabbriche in Brasile, una delle quali frutto della stessa JV col gruppo giapponese. L’outlook sul 2013 del management del gruppo di Moline, Illinois, prevede un incremento delle vendite dell’8%, in cui la discreta ripresa del mercato interno viene frenata dalla crisi perdurante di quello europeo.

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