Macchine secondo trimestre: tra luci e ombre

Dati secondo semestre 2014

Trovare riassunti in questo i risultati del periodo aprile-giugno 2014 delle maggiori imprese mondiali del settore della meccanizzazione per cava e cantiere con eccezione di Liebherr e JCB, che non presentano usualmente le relazioni finanziarie periodiche, e delle cinesi Sany e Zoomlion, delle quali non sono ancora stati resi noti ufficialmente i risultati, ma con quest’ultima che pare essersi orientata anche al settore agricolo con la più che probabile acquisizione della maggioranza di Chery Heavy Industry. Il tratto comune del secondo quarto di quest’anno è la perdurante crisi del settore meccanizzazione cava e cantiere in Cina, particolarmente sofferta dalle case orientali, cinesi in primis, e da Volvo CE che ha nel paese asiatico il suo mercato principale. Quasi tutte le aziende hanno invece realizzato ottimi risultati di vendite e una crescita piuttosto marcata sui mercati più tradizionali, cioè quelli nordamericano ed europeo, mentre si possono definire complessivamente in leggero rialzo l’area MEA, tra stabile e in calo il mercato sudamericano, ed in calo più netto il resto dell’Asia. Per quanto concerne i vari segmenti, perdura la crisi dei prodotti da miniera, mentre è stato un periodo complessivamente buono per gli escavatori e gli dumper articolati in Nord America ed Europa Nord-Occidentale e un po’ in generale per le compatte. Da segnalare l’ottima performance di Terex nel segmento delle piattaforme aeree.

Cominciamo, per spirito di patria dal gruppo italo-americano CNH Industrial: i ricavi si sono attestati su 16,4 miliardi di dollari, di cui 15,7 di vendite nette, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2013. Per quanto riguarda le singole divisioni, mentre calano i ricavi dei due segmenti più importanti per CNH: -4% per le Macchine per Agricoltura (8,1 miliardi di USD) e -0,5% per i veicoli commerciali (5 miliardi), mostrano invece un trend positivo sia le Macchine per le Costruzioni (+0,7% e 1,7 miliardi di dollari di ricavi) sia Powertrain, l’attività di progettazione, produzione e vendita di sistemi di propulsione, che fa il balzo più importante guadagnando il 18.2% YoY per oltre 2,4 miliardi di dollari. Il mercato “Macchine per le Costruzioni”, a livello regionale e riferito in particolare al 2Q 2014, è cresciuto nell’area NAFTA (USA, Canada, Messico) ed EMEA, mentre ha visto una riduzione della domanda sia in LATAM che in APAC, più marcata sulle macchine pesanti (-10%) rispetto a quelle leggere (-2%). Migliorano nel complesso utile e margine operativo del segmento grazie alla tenuta dei prezzi e ad una serie di misure di contenimento dei costi che hanno compensato la riduzione dei volumi e del mix di vendita. Il management della casa italo-statunitense ha confermato nel complesso gli obiettivi di vendita 2014, indicati nelle previsioni economico-finanziarie del Business Plan quinquennale di CNH Industrial presentato lo scorso maggio.

CAT stat, Terex accelera

L’analisi poi non può che continuare con Caterpillar, che nel corso del secondo trimestre 2014 ha realizzato un volume d’affari di 14,1 miliardi di USD (erano 14,6 nello stesso periodo dello scorso anno), 13,4 dei quali derivanti dalla vendita vera e propria dei mezzi (erano 13,9 nel 2Q 2013). La riduzione del 4% è dovuta esclusivamente al segmento Industriale che ha perso un altro 29% rispetto al 2013, a causa della perdurante crisi del mining, arrivando ad un totale sul quarto pari a 2,2 miliardi di USD. Decisamente migliori sono stati invece i risultati del segmento Construction che ha guadagnato l’11% nel confronto con il secondo trimestre 2013, per 5,4 miliardi di USD totali, con ottimi risultati in Nordamerica (+20% e 2,4 miliardi) ed EAME (+14% e 1,2 miliardi), mentre è risultato stabile il Sudamerica (+1% e 711 milioni) e in leggerissimo calo in Asian Pacific (-2% e 1,1 miliardi). Stabile infine il segmento Energy and Transportation con un venduto di 5,1 miliardi USD (-2%). Il management di Peoria si aspetta a fine anno un volume d’affari compreso nella forbice tra 54 e 56 miliardi di dollari, il leggero calo in confronto alla previsione di aprile, a causa di numeri ancora piuttosto deboli in prospettiva da mercati chiave come quelli cinese, mediorientale, africano e dell’area russa.

2,055 miliardi di USD per Terex Corporation, con un +10,8% nel confronto YoY che rappresenta il maggiore incremento YoY fra i top player del settore. Si riducono invece di poco gli utili (-4 mln) a causa di un product mix sfavorevole e di costi addizionali dovuti a nuovi avvii produttivi. Nei singoli comparti molto buone le piattaforme aeree, per loro un delta positivo di 111 milioni di USD, così come MHPS (macchine portuali e industriali) che aumenta le vendite di 62 milioni ed MP (Material Processing) cresciuto di 7 milioni. Praticamente inalterato il risultato delle Construction (-1 mln), mentre perdono 18 milioni le gru, che tuttavia dovrebbero risalire nella seconda metà del 2014 grazie al buon portafoglio ordini raccolto. A livello regionale, differenza notevole tra Nordamerica ed Europa Occidentale da una parte e resto del mondo dall’altra. Il Nord America (44% del mercato di Terex), guadagna il 15% YoY e l’Europa Occidentale (29% del mercato), sale addirittura del 35%, mentre il Sud America (6% del mercato) perde il 27%, l’Asia-Oceania (11%) il 3% e il resto dei paesi, principalmente africani e mediorientali, perdono l’8%. Su queste basi, il top management di Terex ha confermato l’outlook 2014 con vendite attese fra 7,3 e 7,5 miliardi di USD e margine operativo fra il 7 e l’8%.

Giappo avanti adagio

Hitachi e Komatsu hanno pubblicato i risultati del loro primo trimestre per l’anno fiscale 2014. Le due case registrano entrambe una piccola crescita sia nelle vendite che negli utili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma vediamo più in dettaglio com’è andata. Komatsu ha chiuso il quarto con 460,2 miliardi di yen (3,26 miliardi di euro), in crescita dell’1,1% nel paragone YoY. 418,5 miliardi provengono dalla divisione “Construction Mining and Utility Equipment”, pari a 91% del totale, mentre 43,3 miliardi di yen derivano da “Industrial Machinery”. Utili netti in crescita della stessa percentuale del fatturato (+1,1%), per un valore assoluto di 37,6 miliardi di yen (poco meno di 267 milioni di euro). A commento generale dei risultati, il management della casa giapponese ha affermato che la crescita delle macchine da costruzione in Europa ha permesso di compensare il declino piuttosto evidente che si è avuto in Cina e nel segmento mining.

Cresce dell’1% anche Hitachi, che ha fatturato 187,7 miliardi di yen, pari a 1,33 miliardi di euro. Utile netto che vira in positivo anche se di “soli” 5,6 miliardi di yen. Dal punto di vista regionale si conferma anche per Hitachi il momento favorevole in Europa, Russia e Africa, che, unitamente all’andamento del cambio euro/yen favorevole all’export giapponese, ha permesso di compensare il calo delle vendite in Cina, nel resto dell’Asia ed in Oceania. In Europa il volume d’affari di Hitachi è cresciuto infatti in modo significativo, passando dai 17,7 miliardi di yen del 1Q 2013 ai 22,2 di quest’anno, analogamente nell’area che racchiude i paesi d’influenza russa, il Medioriente e l’Africa si passa da 16,5 a 24,8 miliardi di yen. Fanno da contraltare negativo la Cina che scende dai 32,1 miliardi di yen del 1Q 2013 ai 26,8 di quest’anno e l’Asian Pacific, passato da 54,7 a 49,9 miliardi. Sostanzialmente stabili sia il Giappone (41 miliardi di yen) che le Americhe (23,8 miliardi di yen). Complessivamente aumenta ancora il volume di vendita all’estero che raggiunge il 78% del totale.

Volvo non CE, Atlas Copco si

I risultati di Volvo Construction Equipment hanno registrato un calo degli ordini del 22% rispetto al 2Q 2013. Anche le vendite si sono ridotte e, con 14.624 milioni di corone (quasi 1,6 miliardi di euro), hanno perso circa il 9% nel confronto YoY. A loro volta gli utili risultano impattati dalla riduzione dei volumi e dal product mix negativo in termini di margini, causato principalmente dalla contrazione del mercato cinese. Sui margini incidono in negativo ancora una volta il basso livello del mercato mining, usualmente foriero di profitti elevati, e dualmente il buon andamento delle compatte, tradizionalmente con margini ridotti. Per quanto riguarda le singole regioni, Volvo CE cala in Europa dell’8% (3.875 macchine vendute), in Nord America invece si conferma una ripresa forte, addirittura con un +58% e 2.120 macchine, soprattutto escavatori ed dumper articolati. -15% YoY in Sud America con 770 macchine vendute, a causa del calo del mercato brasiliano e dalla riduzione di pale gommate sia Volvo CE che SDLG, mentre c’è un inversione di tendenza per le compatte. Il risultato peggiore arriva dall’Asia, soprattutto a causa della crisi del mercato cinese e dei risultati non brillanti dell’India e del Sud-est asiatico: le 9.951 macchine vendute rappresentano il 33% in meno rispetto all’anno scorso.

Atlas Copco, contrariamente ai compatrioti vede una crescita del 7% nel confronto YoY, per un fatturato di 23,3 miliardi di corone (2,54 miliardi di euro al cambio attuale). Anche gli ordini che sono saliti dell’11%, portandosi a 23,4 miliardi di corone. L’unico dato meno positivo riguarda l’utile che perde complessivamente il 2%, passando dal 19,6% al 17,9% del valore del fatturato. Delle 4 business area, quelle più strettamente connesse al settore meccanizzazione cava e cantiere ovvero “Construction Technique” e “Mining and Rock Excavation Technique” mostrano andamenti opposti. Se il segmento costruzioni presenta vendite in crescita del 6% per 4 miliardi di corone e ordini stabili a 3,8 miliardi, con margine operativo al 13,4% e ottimi risultati nel settore noleggio, quello minerario, come peraltro accaduto a tutti gli altri grandi produttori, ha conosciuto una nuova contrazione con le vendite che hanno perso un altro 19% fermandosi a 6,3 miliardi di corone, mentre gli ordini si sono ridotti “solo” del 3% per 6,4 miliardi di corone. La stabilizzazione degli ordini pare essere l’unico aspetto positivo di questo segmento che negli ultimi 2 anni ha vissuto un crisi piuttosto marcata in quasi tutte le regioni. Il gruppo ha infine confermato un outlook positivo per il FY2014 con un aumento di fatturato, senza precisare tuttavia la percentuale di crescita attesa a fine anno.

Coreane agli opposti

Trimestre molto faticoso per Hyunday HI che complessivamente ha perso il 2,1% nel confronto YoY per 12.811 miliardi di won complessivi (Circa 9.3 miliardi di euro), ma soprattutto con un esito parecchio negativo per quanto concerne gli utili che portano perdite al gruppo per un totale di oltre 616 miliardi di won, contro i 92 miliardi di utile dello stesso periodo dell’anno scorso. Se analizziamo specificatamente il settore Construction Equipment, la casa coreana ha fatturato 810,7 miliardi di won, perdendo il 21,2% nel confronto YoY. Il management coreano non specifica nel dettaglio le ragioni di questo calo elevato attribuendo genericamente alla recessione globale la perdita di volumi del gruppo sia nel mercato interno che in quello internazionale.

Le vendite di Doosan Infracore hanno raggiunto i 2.113,3 miliardi di won, al cambio 1,55 miliardi di euro con un calo del 3,1% nel confronto YoY con il 2Q 2013, ma con un incremento del 16,8% rispetto al primo trimestre di quest’anno. Ancora migliori i dati relativi all’EBIT che sale a 145 miliardi di won, con un margine del 6,9% a confronto del 5,6% di un anno fa. La diminuzione delle vendite rispetto ad un anno si spiega con la contrazione del mercato cinese e con le difficoltà create dall’apprezzamento dello won sui mercati finanziari. Viceversa i risultati di vendita per Bobcat e divisione “Machine Tools”, uniti ad una crescita dei profitti nella divisione Motori hanno permesso il già citato incremento dell’EBIT. Construction Equipment, che da sola rappresenta oltre il 75% del fatturato di Doosan Infracore ha perso il 4,4%, ma si può evincere che il calo è interamente da addebitarsi alla regione asiatica. In Cina infatti il gruppo coreano perde il 33,4% con vendite per 212 miliardi di won totali, mentre nel resto dell’Asia le perdite sono più contenute: -9,5% per quasi 383 miliardi di won. Diversa la prestazione nelle altre regioni, tutte con risultati decisamente positivi: in Nordamerica, che resta il mercato principale, Doosan sale del 7,7% (565,1 miliardi di won) e ancora meglio è andata in EMEA con una crescita che è stata dell’8,9% per circa 303 miliardi di euro fatturati nel corso del 2Q 2014.

Articoli correlati

Noleggio à la carte!

Il noleggio come risorsa per la crescita aziendale in edilizia e nell’industria secondo la strategia di CGT

Komatsu di primavera

Escavatori cingolati per tutti i gusti, ma non solo, fra i rinnovi di gamma in casa Komatsu

Maggio avanti adagio

Ferrovie ed Edilizia Civile trainano ancora le aggiudicazioni nel mese di maggio secondo la nostra analisi

L’importanza di chiamarsi Volvo CE

Davvero tante novità (non solo di prodotto) all’Open House Volvo CE Italia in Carmi con la prima uscita ufficiale di Stefano Tacchinardi, nuovo AD

Le montagne, la casa degli ibridi

Abbiamo visto al lavoro due Caterpillar 336E LN H (uno di Gregorbau e uno di Wipptalerbau) nelle valli dell'Alto Adige, impegnati nel ridisegno degli alvei fluviali

La primavera porta Aequinoctium

Il 20 marzo 2015 si terrà il nostro appuntamento semestrale per fare il punto sulle prospettive del segmento delle costruzioni

Macchine simili


PC160LC-8

Komatsu
Escavatori cingolati

CX700B

Case
Escavatori cingolati

319D

Caterpillar
Escavatori cingolati

Zaxis 520-3

Hitachi Construction...
Escavatori cingolati

JZ255 NC

JCB
Escavatori cingolati

R956 LC

Liebherr Emtec Italia
Escavatori cingolati

320D L

Caterpillar
Escavatori cingolati

CX240B NLC

Case
Escavatori cingolati

R926 Advanced LC

Liebherr Emtec Italia
Escavatori cingolati

DX160LC

Doosan
Escavatori cingolati

ZX 225URS-3 Camaleon

Hitachi Construction...
Escavatori cingolati

DX340LC

Doosan
Escavatori cingolati