Caterpillar, a ciascuno il suo - Compagnia Generale Trattori

Novità 2015 Caterpillar

Quando parliamo di lanci di prodotto, personalmente, ho sempre due importanti remore; la prima è che si tratti del solito modello scontato di macchina, la seconda è che, pur in presenza di numerosi modelli, ci siano pochi contenuti innovativi e che si sia di fronte a semplici restyling formali o peggio. Quindi, ogni volta che la redazione di goWEM! si sposta per seguire i lanci delle principali Case, entrambe le paure si acuiscono.

Non è questo assolutamente il caso della due giorni di lanci di prodotto che Caterpillar ha riservato alla stampa europea, a Malaga, il 3 e il 4 marzo, alla quale goWEM! è stato invitata come unica testata italiana. Qui le novità ci sono state eccome (primo dubbio sfatato) e di polpa tecnologica da mettere sul fuoco ce n’è davvero molta (seconda perplessità evaporata).

In due giorni di intenso lavoro (per carità non è la miniera, ma otto ore di presentazione fiaccano) Caterpillar ha presentato ben 31 (!) nuovi prodotti, destinati a raggiungere i mercati europei da qui a fine anno.

E siccome le informazioni e le macchine sono davvero tante, abbiamo deciso, assieme a CGT che ci ha accompagnati nella trasferta, di realizzare un bel numero di articoli da qui all’estate per spiegarvi in dettaglio tutti i nuovi modelli. Il primo, quello di oggi, fa il punto sulle strategie generali (e qui c’è molto da dire) e riporta l’elenco dei nuovi modelli che, anche in Italia, vedrete da qui a un paio di mesi.

C’è da leccarsi i baffi, credeteci.

La rivoluzione copernicana di CAT

Cominciamo con una considerazione generale; ci perdonerete se prima di parlare di macchine, parleremo di sigle (delle macchine ovviamente), ma in questo caso riteniamo che questa sia una delle principali novità da sottolineare, anche per le ricadute (positive) sulle possibilità di interazione delle imprese con Caterpillar.

Nel corso delle presentazioni degli escavatori sono state ufficializzate le nuove sigle XE e GC. E quindi? Direte voi… Quindi, di fatto siamo di fronte a un rinnovamento profondo del modo in cui Cat si presenta sul mercato degli escavatori, focalizzando ancora di più, se possibile, le esigenze dei clienti e mettendo a loro disposizione un range di modelli, adatto non più solo al tipo di lavoro, ma anche all’intensità dello stesso.

Da quest’anno ci saranno appunto le denominazioni XE e GC che affiancheranno il modello normale di escavatore; un esempio pratico può chiarire meglio la teoria: il 313F sarà il primo escavatore disponibile nella versione GC, mentre quando arriverà il 336F sarà commercializzato nelle versioni normale e XE. La versione GC caratterizzerà gli escavatori con meno contenuti tecnologici, adatti alle imprese che li impiegheranno in lavori di movimento terra classici e che non richiedono quindi produzioni intensive o l’utilizzo di molte attrezzature.

Cat ha illustrato sia in aula sia con approfonditi walk around che le versioni GC avranno lo stesso DNA dei modelli standard, senza compromettere le prestazioni e l’affidabilità, con qualche differenza di allestimento (ad esempio aria condizionata sì, ma manuale) e contenuti tecnologici adeguati per chi fa un utilizzo meno intensivo della macchina. In sostanza, la GC è la macchina perfetta per chi vuole avere un CAT senza l’assillo di doverlo far produrre intensamente ogni giorno, per ammortarlo correttamente.


Al contrario, nella forbice alta troviamo la versione XE (che tra l’altro contraddistinguerà anche gli escavatori ibridi), strapiena di soluzioni tecnologiche per implementare la produttività; ovviamente più costosa, ma anche più conveniente per quelle imprese che le macchine sono abituate a farle lavorare davvero tanto e che quindi possono rientrare in breve tempo dell’investimento fatto.

Cat consiglia la XE per quegli operatori che hanno obbiettivi di produzione ambiziosi da raggiungere e per i quali il motto “prima finisco, più guadagno” è un mantra scolpito in testa. E se a questo si aggiunge una sensibile riduzione dei consumi, mediamente nell’ordine del 25% rispetta alla versione “standard”, i giochi sono fatti.

In questo modo sarà possibile, sia che si scelga un tipo o l’altro, avere un escavatore senza nessuna concessione sui fattori che contraddistinguono il marchio di Peoria: affidabilità, sicurezza, prestazioni, livello elevato di assistenza, alto valore residuo al momento della vendita. Insomma, la macchina giusta (CAT) per ogni modo di lavorare.

Per riassumere: con le nuove gamme di escavatori, Cat (e i dealer) fanno ancora un passo in più verso la consulenza alle imprese: oltre all’alternativa Noleggio-acquisto, ora propongono anche un portfolio rinnovato di macchine per garantire la produttività corretta alle imprese in relazione al tipo di lavoro che ogni volta queste ultime vogliono affrontare.

Più scelta, uguale più redditività; e ovviamente tanti investimenti in ricerca e sviluppo da parte di Cat, ma in questo a Peoria ci hanno abituati bene.

Il menù a la carte 2015

Ora veniamo, anche se solo a livello di primo elenco, alle macchine presentate a Malaga. O meglio, visto che sono davvero tante, parliamo di quelle che vedrete in Italia nei prossimi due mesi, con la promessa di una seconda infornata a breve per quelle che arriveranno entro giugno e un altro giro per quelle previste per dopo l’estate.

Anche così suddivise, l’elenco è lungo: arriveranno l’escavatore cingolato 313F GC (vedi il nuovo concetto di notazione), i dumper articolati (bellissimi) 735C, 740C EJ e 745C, gli escavatori gommati M318F e M320F e, piccolo di casa, il miniescavatore 305E2.

Non è finita qui: già disponibile il gommato MH3022, entro un mesetto vedrete anche il fratello MH3024, entrambi dedicati alla movimentazione dei materiali, rifiuti e riciclaggio. Infine, sempre praticamente da subito, una importante infornata di pale: si va dalle gommate 950M e 962M, alla cingolata 963K. Insomma, davvero tante macchine, tutte con notevoli novità sia in termini di consumi sia dal punto di vista dell’implementazione tecnologica “intelligente” per facilitare il lavoro degli operatori. Parleremo approfonditamente di tutte con articoli dedicati, ogni 10 giorni si goWEM!, partendo dal 313F GC, venerdì 13 marzo. State connessi!!!

La grande migrazione dei motori

Altro tema generale, ma di cui non si può non dare evidenza: i motori e le normative antiemissioni. Come tutti i principali produttori di propulsori, anche Cat sta portando avanti a ritmi serrati  l’aggiornamento dei modelli con le motorizzazioni Stage IV, in linea con le più recenti normative.

La filosofia generale è quella di avere a disposizione due differenti livelli di motorizzazione, la prima, in linea appunto con le normative più esigenti, per i mercati Europei, Americano, Coreano e Giapponese (anche se Australia e Nuova Zelanda, pur in assenza di regolamentazione richiedono macchine Stage IV), la seconda per i mercati meno regolati (Asia e Russia principalmente) o per nulla regolati.

Poi c’è il grande tema della “migrazione” delle macchine con motorizzazioni evolute verso mercati meno regolati; CAT ha messo a punto un sistema di detierizzazione (termine orribile, ma tecnicamente ineccepibile) che offre kit di modifica per le motorizzazioni Tier 4 Interim e Stage IIIb sotto i 130 kW per renderle compatibili con i carburanti ad alto tenore di zolfo presenti nelle zone a minor regolazione.

Per i motori più grandi, sopra i 130 kW, CAT, dopo una lunga fase di test, assicura che non è necessario alcun intervento di adeguamento e che i motori funzionano tranquillamente con carburanti ad alto tenore di zolfo. Ovviamente applicando il kit di retrofit (fornito da Cat e installato dai dealer e dalle officine autorizzate) la macchina viene decertificata e non può più essere né importata né utilizzata nei mercati ad alta regolamentazione.

Tanto sforzo è comprensibile dato che CAT stima che ci siano ben 178.000 macchine Tier 4 Interim e Stage IIIb del proprio marchio che lavorano attualmente nei mercati ad Alta regolamentazione (Europa, USA, Giappone, Corea) che progressivamente dovranno trovare un’altra collocazione.

Quindi dato che “prevenire è sempre meglio che curare” perché non mettere a disposizione del mercato un kit di qualità Cat?

CGT: il difficile compito del dealer

In conclusione, consentiteci alcune riflessioni su CGT, dealer di Cat per l’Italia, del quale eravamo ospiti a Malaga. Negli anni della micidiale crisi che ha ridotto il settore della meccanizzazione del cantiere italiana ai minimi termini (con riduzione per alcuni comparti fino all’80%), il compito più difficile è toccato ai dealer.

Le reazioni sono state delle più varie. C’è chi ha gettato la spugna (o è stato costretto a farlo da una situazione ambientale fra le più difficili d’Europa), chi ha ridimensionato le attività, chi si è “ibernato”, aspettando che la tempesta passasse.

CGT è nel numero ristretto di quei dealer che hanno reagito, rinnovando la propria offerta commerciale e produttiva; l’imperativo è stato quello mantenere i livelli qualitativi tipici del marchio che CGT distribuisce, allargando e potenziando l’offerta di servizi e il ventaglio di prodotti distribuiti (accanto a Cat, sono arrivati Rev, Daf - oggi commercializzata da CGT trucks - Komptech, Putzmeister). In tal senso va letta anche la nascita nel 2011 di CGT Edilizia-The Cat Rental Store che, attraverso filiali dirette, concessionari e officine autorizzate, propone il noleggio, la vendita e l’assistenza di macchine compatte Cat e attrezzature per l’edilizia e il cantiere.

Interessantissimo anche il cambio di parametri nel segmento fieristico: alle fiere tradizionali è stata preferita un’intensa attività di open house nel 2014 (anche in occasione degli 80 anni dell’azienda) che hanno portato oltre 16.000 visitatori ai cinque appuntamenti sul territorio, uno dei quali dedicato al settore cave di marmo.

Risultato? La struttura, pur con gli aggiustamenti necessari, si è ridotta molto meno del settore in cui opera, ma, soprattutto, le quote di mercato (parliamo qui di macchine mmt) sono cresciute, collocando il dealer italiano di Cat in un’ottima posizione (insieme a pochi altri concorrenti) per intercettare la ripresa che, tutti ci auguriamo, dovrebbe dare i primi segnali positivi e concreti in questo 2015.

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