Cucù e la stazione non c'è più!

Dalla gara per la stazione di Napoli si sono ritirati tutti....

Sarà la crisi di liquidità che anche tutte le grandi imprese soffrono (mai come le piccole), sarà la difficile condizione logistica e ambientale (gentile eufemismo per non dire altro) che ormai affligge molte zone del nostro centro-sud, sarà forse una cattiva valutazione dei costi da parte dell'Ente Appaltante, ma il fatto è che dalla prima gara per la stazione di Napoli-Afragola si sono ritirati tutti. Si è ritirata l'aggiudicataria del primo bando, la veneziana Sacaim e si è ritirato anche il secondo classificato l'azienda romana Maire Tecnimont: motivo ufficiale per entrambi, la non congruità dei costi del progetto anche in relazione agli adeguamenti richiesti dalla TAV. Morto un bando se ne fa un altro, il cui Ente appaltante sarà Italferr con un importo di quasi 87 milioni di euro (senza IVA ovviamente). Importo interessante, in tempi di vacche magre, incrementato di oltre 20 milioni di euro rispetto al bando del 2005 (in parte in parte per l'inflazione, ma anche per l'aumento in questi anni del costo della maggioranza dei materiali da costruzione). Staremo a vedere quali cordate parteciperanno al bando e soprattutto se l'aggiudicataria non si ritirerà di nuovo: misteri italiani.......

Quali sono i lavori appaltati?

Fondamentalmente il bando prevede la realizzazione della stazione di Afragola, delle sistemazioni esterne e delle connessioni con Napoli, di tutti gli impianti (meccanici, idrosanitari, elettrici e fognari). Gli oneri per la progettazione esecutiva sono stati fissati in 1.378.741 euro, mentre per gli oneri della sicurezza, ovviamente non soggetti a ribasso d'asta, sono previsti oltre 3 milioni di euro. E sono pochi, visto quanti morti bianche (quelle non dichiarate sono di più) ci sono ancora oggi sui cantieri italiani.

E i Tempi?

150 giorni per la consegna del progetto esecutivo, 584 per l'ultimazione delle opere necessarie al funzionamento dei lavori, 852 per l'ultimazione dei lavori. Se tutto va liscio come l'olio, si arriva al 2012... Credo che nessuno che conosce l'Italia e il sistema di rapporto pubblico privato scommetterebbe oggi su quella data. Quindi si rischia la seguente situazione paradossale: binari finiti (già oggi sono completi all'80%) e viaggiatori (si parla di oltre 40.000 utenti al giorno sulla tratta Roma-Napoli) sballottati quà e là senza i servizi che ci si aspetterebbe per una stazione moderna di alta velocità. Per almeno 4 anni. Totò insegna....



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