La cava trasformata - Hitachi Construction Machinery Europe

Riciclare al passo coi tempi

Ogni cambio di business è sempre una sfida. Quella intrapresa in Svizzera da Luc Briquet è stata difficile, ma è stata vinta con ottimi risultati. Si trattava di trasformare una cava di pietra calcarea in un impianto di riciclaggio. Il pieno successo è arrivato dopo 15 anni dall’idea dello stesso proprietario dell’azienda svizzera Carrieres du Lessus. Infatti nel 1994 era stata imposta dall’autorità regionale svizzera la chiusura della cava, dato che era scaduto il permesso di scavare nella pietra. Nel 1993, alla luce della decisione di chiudere la cava, l’unica soluzione per proseguire con i lavori fu quella di eseguire il riempimento e la rinaturazione con materiali provenienti dalle demolizioni. Poi Luc Briquet ebbe l’idea di ottenere il permesso per stoccare anche i materiali provenienti dagli inceneritori. Infatti in Svizzera tutti i rifiuti non reciclabili combustili devono essere inceneriti in appropriati impianti. La maggior parte di questi materiali viene trattata in uno dei ben 28 siti presenti nel paese e entro 4 anni si prospetta un ulteriore incremento della capacità di incenerire che arriveranno a 3,29 milioni di t.

Riciclare nel rispetto dell’ambiente: un business che funziona

La Svizzera è da sempre uno dei più bei paesaggi naturali al mondo, partendo da qui Luc Briquet ha creato un vero e proprio business con un proprio brand.Tutto nasce dall cava di pietra che si trova nel piccolo villaggio di St Triphon, tramandata da ben 3 generazioni alla famiglia Briquet, aperta dal nonno di Luc nel 1930. La soluzione è stata trovata anche pensando alla maniera di mantenere inlterate le doti naturali del bellissimo paesaggio svizzero; questo ha indubbiamente aiutato nel ricevere l’autorizzazione di riutilizzare la cava come impianto per lo smaltimento di materiali da costruzione come pietre, mattoni e cemento. L’azienda Carrieres du Lessus impiega 16 persone: 8 uomini lavorano sul sito, 2 full time e 1 part time, con ricavi addirittura aumentati del 500% durante gli ultimi 15 anni. Secondo Luc è meglio avere meno persone e più macchine per svolgere al meglio i lavori, per questo si è sempre avvalso dell’uso di escavatori e pale gommate hanno permesso di operare con maggiore efficienza. Le recenti indagini sul riciclaggio mettono in evidenza che il rapporto del riciclo è di 70:30 e dimostrano che l’idea di Luc sia stata quella vincente, anche considerando che nella cava affluiscono notevoli quantitativi di ferro e altri materiali non inquinanati residuali dal processo d’incenerimento.

Luc Briquet e Hitachi con lo sguardo rivolto all’ambiente

I lavori all’interno della cava vengono compiuti con l’ausilio dell’escavatore Hitachi ZX470LCH-3 che mediante un magnete estrae i pezzi di ferro dalle macerie. Il passaggio successivo è quello di separare i pezzi più grandi da quelli piccoli, dividendo l’alluminio, dal rame dagli altri materiali. Rimangono i rifiuti che vengono fatti passare su di un nastro trasportatore e divisi in cumuli prima di essere definitivamente stoccati nella cava. Il materiale da stoccare veniva trasportato tramite l’Hitachi ZX180W; successivamente sono giunte le pale gommate ZW250 e ZW310 per distribuire le pietre intorno al sito e per separare i vari materiali nei diversi formati prima di stoccarli. I rifiuti vengono scaricati su teli impermeabili per evitare che ci siano dispersioni; vengono poi messe in opera una serie di tubazioni per estrarre l’umidità con un drenaggio che porta l’acqua direttamente al lago di Ginevra. A tal proposito si pensava a un possibile inquinamento, ma in 10 anni le rilevazioni non hanno mai evidenziato anomalie. Il pericolo dell’inquinamento è il problema più importante, per questo nella cava si accettano solo materiali che siano stati inceneriti ad alta temperatura; se in un anno vengono incenerite dalle 40 alle 50 mila ton di rifiuti esiste il rischio di saturazione dei siti di stoccaggio. Sicuramente si potrà continuare a lavorare per altri 15 anni, ma si devono cercare nuove alternative per i rifiuti. La corretta conduzione dei lavori ha fatto guadagnare all’azienda la certificazione ambientale ISO14001 che è positiva per l’immagine, la reputazione e vale da forma di garanzia.


Hitachi domina alla Carrieres du Lessus

Il successo non sarebbe stato possibile senza il supporto di partner importanti come Probs Maveg, il distributore svizzero di Hitachi. La storia di collaborazione con Hitachi inizia con gli escavatori, il primo modello è stato acquistato di seconda mano nel 1988 ed era l’UH171 da 45 ton, poi venne comprato il nuovo EX330 che lavorava così bene che si decise di non cambiare più le macchine Hitachi. Le altre macchine furono EX165 e EX17, poi si passò agli escavatori di nuova generazione Zaxis; la politica della Carrieres du Lessus era quella di sostituire le macchine solo dopo 3000/4000 ore di lavoro e la tecnologia Hitachi permetteva di mantenere in perfetta efficienza una macchina per 3/4 anni. La qualità degli Zaxis era evidente, non solo erano ben rifiniti, ma affidabili e comfortevoli per l’operatore, inoltre l’azienda è pienamente soddisfatta del servizio offerto dal team Probs.

Il futuro è il riciclo

Per il futuro Luc Briquet ancora non ha deciso quali strade tentare anche se pensa di espandere il proprio business, esplorando le possibilità del riciclo industriale che offre molte opportunità, probabilmente non solo in Svizzera, ma anche all’estero. Se si chiede a Luc Briquet quale sia la chiave del suo successo risponderà “il duro lavoro che è stato tramandato di generazione in generazione”. Inoltre ammette che preferisce lavorare da solo perché vuole assumersi le responsabilità delle proprie idee e vedere quello che accade senza coinvolgere altri. Molti impianti d’incenerimento hanno cercato di far propria l’idea di Luc Briquet, ma per il momento nessuno ci è riuscito. La chiave di successo del business della Carrieres du Lessus, nelle parole del suo titolare, è stata quella di non pensare in un'unica direzione: il ferro, il rame e l’alluminio, ad esempio, vengono venduti ai clienti in Francia, dato che vicino a Parigi esiste una fabbrica che trasforma questi materiali in barre che poi vengono trasportate in America e usate come pezzi per la costruzione della Toyota.


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