Costruction: Primo quarto con sorprese

Le imprese nel 1Q 2013

I risultati del primo trimestre 2013 registrati dai maggiori gruppi mondiali del settore Costruzioni mostrano dati di tendenza piuttosto diversa rispetto a quelli evidenziati le scorse settimane dai produttori di macchine. Il dato più eclatante riguarda le aziende cinesi. E’ forse grazie ai piani statali di incentivazione fiscale atti a favorire la ripresa delle infrastrutture (stradali e ferroviarie in particolare) cui probabilmente faranno seguito anche nuove politiche di urbanizzazione, che le maggiori società cinesi hanno mostrato segnali di crescita nei fatturati e negli utili rispetto al 2012. Appare lecito pensare che i produttori di macchine per l’edilizia, a partire da Sany e Zoomlion che, come abbiamo visto, sono risultate in netto calo nel primo trimestre, cominceranno a sentire i benefici di queste politiche a partire dalla seconda metà del 2013. Altro dato interessante riguarda le grandi imprese europee, da ACS (soprattutto grazie alla controllata Hochtief) a Vinci e Bouygues, che non paiono risentire in modo sostanziale della crisi che ancora affligge pesantemente l’Europa, grazie ai segni di consolidamento sui mercati extraeuropei, sud-est asiatico per Hochtief e Africa per le francesi, in modo particolare. Stati Uniti e Giappone a loro volta sembrano rispondere piuttosto bene, mostrando dati in crescita dopo alcuni anni negativi. Si può probabilmente dedurre che siano state invece le aziende posizionate fuori dalla top ten, alle quali verrà dedicato un focus di maggior dettaglio nelle prossime settimane, a risentire maggiormente di questa ulteriore contrazione dei mercati europei.

I colossi cinesi crescono quasi tutti

Sono 15,9 i miliardi di euro complessivamente fatturati da CSCEC (China State Construction Engineering Corporation) nel primo trimestre del 2013, con un +20,1% su analogo periodo dello scorso anno, avvalorati da un utile netto di 457 mln di euro (+44,5%). Nello specifico del settore Construction il volume di affari è di 13,2 mld di euro (+19,6% YoY). Anche China Railway Engineering Corporation (CREC) cresce in maniera significativa nel primo quarto del 2013: +21,4% per un volume d’affari complessivo superiore a 12,2 miliardi di euro, l’80% dei quali, pari a 9,76 mld, deriva da Construction&Infrastructures, ed un utile netto di 185 mln di euro, in forte ascesa (+61,6%). E’ ancora maggiore il salto di China Railway Construction Corporation (CRCC). Il gruppo cinese ha infatti incrementato il volume d’affari del 34,6% rispetto allo stesso periodo del 2012, arrivando a 11,2 miliardi di euro (circa 90 mld di yuan), con un utile netto di 204 mln di euro. Le Construction hanno fornito al gruppo circa il 75% del fatturato, pari a 8,4 mld di euro. Un po’ distanziata dalle prime tre si trova CCCC (China Communication Construction) che con 6,8 miliardi di euro realizza un incremento dell’8,7% YoY. Utile a 224 mln di euro (+17,1%). Il 73% del fatturato deriva dal business line Construction: 4,9 mld di euro con +10.1% YoY. Il lotto delle cinesi nella top ten si chiude con MCC (China Metallurgical Group) che in controtendenza rispetto alle altre chiude il primo trimestre in lieve calo (-2,8%) a 5,4 miliardi di euro. Utile netto comunque in risalita a 130 mln di euro (+20,4%) dopo la caduta del 27,8% avvenuta nel 1Q dell’anno scorso. 4,3 sono i miliardi di euro realizzati nel settore engineering & construction (-5,2% rispetto al 2012) che rappresentano il 79% del fatturato dell’azienda nel 1Q del 2013.

La vecchia Europa tiene botta

Discreto il primo trimestre 2013 della francese Vinci che realizza un volume d’affari complessivo di 8,4 miliardi di euro con un incremento del 3,4% sullo stesso periodo del 2012. In particolare, il segmento Construction è quello che realizza il risultato migliore, con 3,77 miliardi ed un +8,8% sul 1Q 2012. Meno positivo il periodo per gli spagnoli di ACS che segnano un -2,4% con 8,8 mld di euro ed un utile netto in calo del 18,8% a 168 mln di euro. Construction per 6,5 mld (74% del totale fatturato nel trimestre) in calo del 3,7%. Va sottolineato che il fatturato construction deve essere imputato per l’84% alla controllata tedesca Hochtief, anche mediante il marchio australiano Leighton, che hanno generato 5,5 mld e -1,3% YoY, mentre gli altri due brand del gruppo ACS, ovvero Dragados e Iridium contribuiscono rispettivamente per 1,01 mld (-14,8% YoY) e per soli 29 mln. Interessante infine il dato relativo ai 6 mld derivati dal mercato estero (+0,3%) contro i 488 mln sul mercato spagnolo (-35,7%). Vendite in calo del 4% per l’altra francese della top ten Bouygues, che scende a 6,7 miliardi di euro complessivi e perdite nette per 77 mln di euro. Tuttavia il settore Construction si attesta a 5 mld di euro, stabile rispetto allo stesso periodo del 2012, con performance buone dei comparti Construction (+3% per 2,4 mld di cui il 46% fuori Francia) e Immobilier (+11% per 526 mln), mentre Colas (stradale) ha avuto un rimbalzo negativo (-5%) dovuto alle problematiche condizioni meteo di quest’anno nel Nord Europa, portando comunque 2,1 mld di euro, il 34,9% fuori Francia.

USA e Giappone all'inseguimento

Bechtel, il primo dei grandi gruppi americani, unico nella top ten secondo le classifiche di settore, non è quotata in borsa poiché l’azienda è a gestione privata. I dati appena annunciati dal management sul FY2012 sono molto positivi: le cinque business lines (Oil&Gas, Civil, Mining, Power e Government Services) hanno realizzato 37,9 miliardi di dollari (+15% rispetto al 2011) anche se il valore complessivo dei nuovi contratti acquisiti nel 2012 scende a 23 miliardi di dollari, dopo il record di 53 mld nel 2011, miglior risultato nella storia dell’azienda. Fluor, il secondo gruppo americano per fatturato, ha invece reso noto un volume d’affari di 5,5 mld di euro nel 1Q del 2013 (+14,1% YoY), il 44% realizzato specificatamente nel settore Construction (2,42 mld). A livello regionale, Fluor genera il 32% delle proprie vendite sul mercato interno. Paiono invece in lieve ripresa gli ormai ex colossi giapponesi, soppiantati qualche anno fa dalle imprese cinesi nella top list del settore, che hanno recentemente presentato i dati consolidati sull’anno fiscale chiuso lo scorso 31 Marzo. Sostanzialmente stabile Kajima Corporation che, con un +1,9% YoY, genera per il 2012 un volume d’affari di 11,2 miliardi di euro, l’87% dei quali realizzato nel settore Construction (9,7 mld con un +2,5% YoY), ed un utile netto complessivo di 177 milioni, dopo le perdite registrate nel 2011. Kajima conferma una forte impronta locale con l’84% del fatturato realizzato in Giappone. Taisei Corporation si ferma leggermente più in basso a 10,7 mld di euro, però con un incremento del 7% YoY ed un utile netto di 97 mln di euro in decisa risalita dopo i risultati non positivi del 2011. Guardando i singoli settori, il 90% del fatturato di Taisei deriva dalle Construction (9,6 mld di euro e +7% YoY). Anche il secondo gruppo giapponese risulta presente quasi esclusivamente sul mercato interno dove, anche nel 2012, ha realizzato il 92% delle vendite.


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