Easy di nome e di fatto - Bosch Rexroth

L’MRT 1440 di Manitou

ll sollevatore telescopico rotativo MRT 1440 fa parte della gamma Easy di Manitou (che arriva fino a 18 metri) ed è il fratellino piccolo di altri due modelli, l’MRT 1640 e l’MRT 1880 (appunto da 17,9 metri) tutti con portata massima di 4 tonnellate. Abbiamo visto l’MRT 1440, accompagnati dal responsabile marketing di Manitou Italia Carlo Alberto Razzoli, direttamente nella sede produttiva italiana dell’azienda francese in una giornata piovosa, appena prima che la macchina partisse per la Germania alla volta del Bauma, dove insieme agli altri sollevatori telescopici Easy, ha ricevuto un notevole interesse e molti apprezzamenti da parte di tutti i visitatori. La visita (guarda il video dell'MRT1440 visto a Castelfranco Emilia) è anche stata l’occasione per un approfondimento sulle soluzioni idrostatiche e per gli stabilizzatori che Manitou ha sviluppato assieme a Bosch Rexroth. Ma andiamo con ordine e vediamo le caratteristiche del nuovo telescopico.

Semplice, potente e robusto

Partiamo innanzitutto dall’altezza di sollevamento, com’è normale quando si parla di sollevatori telescopici: 13,8 metri, con una capacità di carico di tutto rispetto alla massima altezza di 2,6 ton in qualsiasi posizione della torretta (allestimento con forche e su stabilizzatori). La rotazione della torretta, garantita da una robusta ralla a doppia corona di sfere e dentatura interna, è su 400°, con la possibilità opzionale di averla continua sui 360° e la macchina è particolarmente stabile, grazie al passo molto corto (2320 mm) e all’ottimale disposizione della zavorra ben integrata, posteriormente alla torretta, al braccio di sollevamento. La potenza disponibile è erogata da un motore diesel a iniezione diretta Perkins che lavora in ottima integrazione con l’impianto idraulico (due pompe ad ingranaggi per 115 litri/min di portata) e l’intera catena cinematica a partire dalla trasmissione idrostatica a due rapporti (pompa a portata variabile con autoregolazione del motore idraulico a cilindrata variabile). Robusti assali sterzanti completano il tutto: forniti da Dana, hanno martinetti di direzione ben protetti da urti accidentali (sono nella parte superiore). Interessantissima la nuova soluzione adottata per il sistema di stabilizzazione, molto compatto, che garantisce un quadrilatero di appoggio particolarmente ampio per la categoria (4x4 m) e un controllo di stabilità rilevato sulla base della pressione esercitata al suolo da ogni singolo stabilizzatore. Molto apprezzata anche la possibilità da parte dell’operatore di azionare (con un tasto in cabina) tutti gli stabilizzatori assieme o di posizionarli uno alla volta. Da non sottovalutare (soprattutto se ci si sposta molto su strada) il fatto che, una volta sollevati, gli stabilizzatori sono in sagoma. Molto buona, anche se offerta come opzional, la possibilità della stabilizzazione automatica che livella correttamente la macchina in pochi istanti su qualsiasi tipo di terreno.

Tra trasmissione idrostatica e stabilizzatori

La nuova serie di sollevatori telescopici rotativi di Manitou è stata sviluppata in forte collaborazione con i fornitori di componentistica (guarda il video con l'intervista a Carlo Alberto Razzoli sul rapporto tra Bosch Rexroth e Manitou); in particolare con Manitou ha lavorato in stretto contatto Bosch Rexroth per quel che riguarda la trasmissione idrostatica e il sistema di stabilizzazione. Per la trasmissione idrostatica si è deciso per una soluzione innovativa, realizzata utilizzando componenti di larghissima serie (ottimizzando quindi i costi) che ha visto la completa rimodulazione della configurazione secondo una linea guida principale: riduzione del numero di componenti utilizzate che ha portato i progettisti a integrarle tutte sulla pompa, elemento di semplice accesso per controlli o manutenzioni (tra l’altro ridotte grazie ai sensori più affidabili e che consentono interventi di assistenza in remoto). Anche i modelli Easy implementano sulla trasmissione la soluzione Bosch Rexroth chiamata “Regolazione Automotive” che consente all’operatore di gestire il diesel direttamente dal pedale dell’acceleratore, lasciando che la trasmissione si regoli automaticamente evitando il sovraccarico del motore diesel. Il sistema di gestione degli stabilizzatori è, come dicevamo, completamente nuovo: l’impiego di componentistica modulare ha ridotto del 50% i cablaggi (ma anche le dimensioni fisiche e il numero dei componenti), ha consentito contemporaneamente una diminuzione delle perdite di carico (con conseguente minor potenza impegnata) e permette all’utilizzatore di impiegare, con la semplice pressione di un tasto in cabina, un solo stabilizzatore per volta o tutti gli stabilizzatori insieme, con considerevoli vantaggi operativi immediatamente evidenti a chi è abituato a lavorare in cantiere. Infine l’attività di razionalizzazione della componentistica ha riguardato anche tutte le altre componenti montate sui nuovi Manitou, anche per ridurre i pesi e ingombri in vista dei prodotti a norma Stage IIIB e Stage IV che richiedono impianti di post-trattamento ingombranti e di un certo peso.

Easy anche da guidare

L’MRT 1440 è estremamente semplice da utilizzare grazie ai due joystick a comando eletroidraulico proporzionale e a una serie di dispositivi di sicurezza che consentono all’operatore di lavorare serenamente senza doversi preoccupare di controllare continuamente le condizioni di carico. In particolare, un dispositivo di controllo dello stato del carico basato su un sistema di limitazione di momento di carico analizza, infatti, in continuo la disposizione del carico nello spazio e la relativa configurazione di lavoro, interrompendo automaticamente, in caso di avvicinamento ai valori limite, tutti i movimenti aggravanti, per una massima sicurezza dell’operatore e degli altri addetti al cantiere. Il sistema di frenatura è particolarmente efficiente: i freni multidisco in bagno d’olio, integrati negli assali (la manutenzione necessaria è ridotta all’osso) garantiscono infatti una risposta precisa e adeguata con qualsiasi condizione di carico. Anche la disposizione dei principali interruttori relativi alla funzioni più importanti della macchina è stata ben pensata e risulta visibile (così come leggibile è l’ampio display LCD) in qualsiasi condizione climatica di lavoro. La visibilità sul cantiere, infine, è ottimale e consente all’operatore di seguire il carico da terra alla massima quota senza ostacolo alcuno, fattore estremamente importante questo sia per la produttività operativa sia per la sicurezza intrinseca del mezzo.


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