Il giro di Ecomondo in un paio di giorni (Terza parte)

I sollevatori telescopici a Ecomondo

La prima macchina che ci ha accolto fin dal piazzale antistante all’ingresso principale della fiera riminese era un sollevatore telescopico di Merlo Group, quasi a testimoniare l’attenzione crescente delle maggiori case produttrici di questo segmento per la gestione e movimentazione dei rifiuti.

Tante le novità proposte dalle aziende presenti al Padiglione C5, che vertevano, così come per gli altri segmenti di cui abbiamo già trattato nei giorni scorsi, tra il rinnovamento tecnologico atto a ottimizzare l’efficienza e l’adattabilità dei mezzi per un uso nei siti di conferimento e negli impianti di trattamento, ed il miglioramento delle motorizzazioni in ottica riduzione emissioni per minimizzare l’impatto ambientale.

Fra le altre, segnaliamo le novità interessanti proposte da tre aziende: la stessa Merlo, presente addirittura con due stand, il secondo marcato Tecnoindustrie, la società del gruppo specializzata nella produzione e commercializzazione dei mezzi per l’igiene urbana. Decisamente rilevante anche la presenza della Dieci, con alcuni nuovi modelli fra i quali una nuova Samson 60.9, e della francese Manitou, uno degli espositori del segmento più affezionati alla rassegna riminese.
Vediamo allora un po’ più dettagliatamente cosa proponevano gli stand fieristici delle tre aziende “telescopiche” visitate da goWEM!

Merlo: datemi una leva…

…E vi solleverò il mondo. Sarebbe proprio il caso di rispolverare l’affermazione, attribuita ad Archimede di Siracusa, per il gruppo di San Defendente di Cervasca in provincia di Cuneo, in grado, specie nel corso dell’ultimo decennio, di espandere esponenzialmente la propria presenza in tutto il mondo, fino a fatturare circa il 90% del venduto lontano dall’Italia. Il settore del trattamento rifiuti e la gestione dei materiali nei siti di conferimento è certamente, tanto per usare una locuzione sempre attinente al grande siracusano, sotto il fuoco della lente di Merlo Group.

E’ in questo senso che va letta la presenza a Rimini di macchine come il P 45.11, top della gamma Panoramic, modello con una capacità di sollevamento pari a 4,5 tonnellate e uno sbraccio di 11 metri. L’allestimento con motore Deutz (4 cilindri da 3,6 l e 90 kW di potenza) e una struttura massiccia del telaio, certificata da un peso di 8,5 tonnellate con un passo di 2.920 mm, ne fanno un mezzo adatto sia per i siti dismaltimento dei RSU che, ad esempio, per movimentare le biomasse da residui agricoli o da silvicoltura.

Sempre della famiglia Panoramic, l’azienda cuneese ha poi portato a Rimini, anche i modelli P120.10 e P55.9 CS (il CS finale sta per Cabina Sospesa, una funzionalità unica per questo genere di macchine, di cui Merlo rivendica orgogliosamente la primogenitura), mentre per la gamma Turbofarmer avevamo il TF38.10 ed il TF45.11; capacità massime di sollevamento rispettivamente di 3.800 e 4.500 kg fino ad altezze di 9.6 e 10.6 m, motori Deutz e trasmissione idrostatica, uniti a numerosi allestimenti disponibili, tra i quali forche, pale, ganci gru e gru a braccio, fanno di queste macchine dei prodotti molto flessibili, adatti alle diverse esigenze di un settore eterogeneo come la movimentazione rifiuti.

Allo stand abbiamo ovviamente trovato il direttore commerciale Cristiano Campici, già nostro gradito ospite allo scorso Aequinoctium di Autunno, che ci ha confermato il buon momento di Merlo Group anche nelle due divisioni rappresentate a Ecomondo.

Dieci, Ten, Dix, Diez, Zehn…

Dal verde di Merlo si passa presto al giallo solare di Dieci, non solo per questioni di mera vicinanza dei due stand, ma, soprattutto, perché anche per la bella azienda di Montecchio Emilia (RE), va rilevato il crescente successo sui mercati esteri. E dato che non sono purtroppo molti i produttori italiani di macchine da costruzioni in grado oggi di vantare spazi importanti qualche chilometro oltre la porta di casa è bene rimarcarlo, anzi segnarlo con un bell’evidenziatore, specie in un momento congiunturale in cui il mercato italiano offre poco o nulla per cui festeggiare.

La Dieci valorizza da tempo con la propria presenza il padiglione che Ecomondo riserva usualmente alle macchine da costruzione e anche quest’anno non ha fatto mancare le proprie macchine, mettendo in mostra quattro novità che verranno commercializzate a partire dal 2015, a partire dall’Hercules 210.10, un telescopico da 27,4 tonnellate, motorizzato Perkins (146 kW), nato per l’industria pesante, in grado di sollevare fino a 21 tonnellate ad un altezza di 10,2 m. A rappresentare il segmento dei telescopici “Mighty” abbiamo invece trovato il Samson 60.9 VS (6 tonnellate per quasi 9 m di altezza massima di sollevamento) con motore FPT (93 kW di potenza), rinnovato per ridurre i consumi e migliorare le prestazioni.

Il piccolo, si fa per dire, Apollo 25.6, rappresentava invece la categoria “Compact”. Anch’esso rinnovato per ottimizzare consumi e performance, è un mezzo da 4,5 tonn di peso a vuoto in grado di sollevare ad un’altezza massima di 5,78 m un carico di 2.500 kg. Chiudeva il quartetto delle novità Dieci, un prestito dal segmento agricoltura, la pala Agri Pivot qui configurata in versione “spazzatrice”.

Manitou, a vous

Abbiamo completato il giro delle magnifiche tre del settore telescopici andando allo stand Manitou. La casa francese ha peraltro presentato recentemente i risultati di vendita del terzo trimestre dell’anno fiscale in corso, con un confortante +5% YoY, che diventa +7% nel calcolo su tutti i nove mesi, per un totale computato dal 1 Gennaio al 30 settembre di 937 milioni di euro e ordini in crescita rispetto all’anno scorso.

Tralasciando la freddezza, ancorché positiva, dei numeri e passando invece alle macchine esposte da Manitou a Rimini, non possiamo che iniziare da una novità: l'MLT960, un telescopico di grandi capacità catalogato peraltro fra le Innovazioni Tecnologiche 2014 per il settore Waste dagli organizzatori di Ecomondo. Parliamo di un sollevatore in grado di raggiungere un’altezza di 9 metri per una portata di 6 tonnellate, che monta un motore John Deere da circa 105 kW. Il MLT960, dotato, fra le altre funzionalità, di un nuovo sistema di trasmissione, il CVT (Continuously Variable Transmission) e di una pompa idraulica a pistoni a portata variabile LSU da 180 l/m è proposta dalla casa di Ancenis come un prodotto ottimizzato ed adattabile a qualsiasi tipo di movimentazione rifiuti.

Concludiamo il tour con un piccolo, l’MLT625-75H. Si tratta di un telescopico fisso, dotato di un motore Kubota da 55,4 kW e un peso a vuoto di poco inferiore alle 5 tonnellate. Questa macchina, nata per l’agricoltura, è in grado di sollevare fino a 2.500 kg ad un’altezza massima di 5.9 m. Compattezza, maneggevolezza e versatilità, anche grazie alle numerose attrezzature disponibili, ne fanno un mezzo ottimale anche per la movimentazione dei rifiuti, ad esempio in un contesto di impianti a biomasse.


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