La sfida dei servizi - Doka Italia

Intervista a Marco Falcone, DG Doka Italia

L’entrata in carica in qualità di Direttore Generale di un’azienda multinazionale per un manager, anche per quelli più navigati, è sempre un momento da gestire con estrema attenzione; occorre portare la propria esperienza all’interno della propria azienda, senza per questo imporla acriticamente alla struttura esistente, dando però una chiara impronta delle proprie intenzioni fin da subito ai proprietari dell’azienda e al proprio staff. La crisi, se possibile, ha reso questo passaggio ancora più delicato e difficile, visto che i tempi di valutazione si sono ristretti e le tensioni all’interno delle strutture e sui mercati sono incomparabilmente più acute di quelle riscontrabili nel 2008. Con ben presenti tutti questi parametri, a poco più di un mese dal suo insediamento ufficiale, abbiamo intervistato in esclusiva Marco Falcone, nuovo direttore generale di Doka Italia per conoscerne le strategie e, naturalmente, anche le aspettative in merito al difficile segmento delle strutture provvisionali. Ecco quello che ci ha risposto.

Un ingegnere atipico

Una laurea in ingegneria aeronautica e una esperienza sul campo nel settore del marketing: questa strana alchimia rende a ben vedere l’ingegner Falcone una figura particolarmente adatta per la guida di Doka Italia che ha sempre fatto della tecnologia dei propri prodotti il pezzo forte per aggredire il difficile mercato; qui la componente ingegnere la fa da padrona, mentre quella di esperto di vendite e marketing (ruoli in importanti realtà come JCB, nel gruppo Linde e in Goodyear Dunlop Tires) rendono Falcone particolarmente sensibile a sperimentare nuovi criteri di approccio al mercato di riferimento, fattore questo esiziale se si vuole uscire da una fase di crisi come questa. Entrambe le componenti poi si rafforzano reciprocamente nella linea strategica che Falcone traccia nell’intervista: “Dato che il marchio Doka ha un fortissimo radicamento sul mercato italiano ed è conosciuto e apprezzato per la grande qualità dei propri prodotti, abbiamo deciso di rafforzare ulteriormente questo DNA aziendale, portando la nostra competenza nel settore delle strutture provvisionali ancora più verso in nostri clienti, mettendola a disposizione fin dalle prime fasi di progettazione del cantiere. In particolare mi riferisco ai nostri servizi di ingegneria, a quelli altrettanto importanti di falegnameria, fino all’assistenza onsite sul cantiere. Non vedo questi servizi ovviamente solo come una fonte di margine e fatturato, come è ovvio che siano, ma anche e soprattutto come strumenti di fidelizzazione per i nostri clienti storici e nuovi”. “Oltre ai servizi - continua Falcone - il nostro altro asset su cui ovviamente punteremo è il nostro portafoglio prodotti che il mercato ci riconosce estremamente completo e articolato; sono prodotti che nascono nella logica della durata nel tempo, anche quando i noleggi diventano molto lunghi. Come Doka non siamo i fornitori di riferimento di chi è alla spasmodica ricerca del prezzo più competitivo, ma certamente lo siamo per chi intende pianificare un cantiere senza problemi, con un partner in grado di lavorare fianco a fianco nella ricerca delle soluzioni più adeguate”.

Dalle grandi infrastrutture ai cantieri della porta accanto

In un momento di crisi delle grandi opere pubbliche appare condivisibile la seconda affermazione di Falcone, questa volta relativa alle tipologie dei bacini di utenza a cui Doka si rivolgerà nel breve periodo: “Doka è da sempre partner dei grandi general contractor e di importanti subappaltatori, affiancandoli nella realizzazione di importanti infrastrutture in Italia come nel Mondo; oggi, stante anche in Italia un perdurante blocco dei cantieri pubblici (che speriamo si risolva al più presto), abbiamo deciso di espandere ulteriormente la nostra presenza nel segmento dell’edilizia residenziale. Vogliamo portare il nostro know how in questo settore, mettendolo a disposizione delle imprese di costruzione di media dimensione, da sempre cuore del comparto edile in Italia, per sviluppare con loro soluzioni adeguate alle esigenze dei loro cantieri, soluzioni che consentano maggiori efficienze produttive e quindi garantiscano ai nostri clienti una maggiore competitività e maggiori margini, fattori questi fondamentali nella difficile situazione di mercato che stiamo vivendo”. “Sono convinto - afferma Falcone - che in questo sforzo di apertura come Doka saremo facilitati da una serie di nuovi prodotti, recentissimamente presentati ai mercati come ad esempio il sistema di cassaforme modulari per solaio Dokadek. L’Italia è il secondo Paese al mondo come numeri per questo nuovo sistema che ci sta dando decisamente notevoli soddisfazioni, soddisfazioni che sono certo aumenteranno ancora nei prossimi anni. I clienti che hanno provato questo sistema, mettendoci alla prova, sono nella totalità molto soddisfatti, tanto è vero che stanno già programmando di riutilizzarlo nei prossimi cantieri”.

Non solo Dokadek

Oltre alle soluzioni per solaio Dokadek ritengo particolarmente interessanti anche le nostre nuove soluzioni di cassaforma autorampante SKE Plus (che abbiamo visto anche ad aprile di quest’anno al Bauma di Monaco) che stanno riscuotendo particolare successo in tutti gli edifici alti in Italia come ad esempio la bellissima torre Isozaki a Milano (ma anche nella torre San Paolo di Torino appena conclusa). Accanto ai prodotti mi preme di nuovo sottolineare la nostra presenza costante sul cantiere con project manager dedicati a singoli cantieri in cui forniamo soluzioni qualitativamente complesse o quantitativamente rilevanti o con la figura del site supervisor che segue le operazioni di assemblaggio e disassemblaggio dei casseri praticando anche una formazione delle squadre di lavoro dei nostri clienti onsite, puntuale e particolarmente attenta all’aspetto sicurezza. Ogni nostro corso prevede il rilascio di un attestato di partecipazione che abilita all’ impiego delle nostre attrezzature, e che risponde alle richieste dei coordinatori per la sicurezza”. "Per ultimo voglio sottolineare un’iniziativa, prettamente commerciale, ma non per questo meno importante, che mette a disposizione delle piccole imprese o dei rivenditori di materiali edili le nostre attrezzature che escono dal parco noleggio di tutte le nostre filiali nel mondo (con un aggiornamento delle disponibilità in tempo reale) a prezzi decisamente interessanti. Si tratta di materiali revisionati, ancora in ottime condizioni che possono essere acquistati nell’ottica dell’ottimizzazione del parco delle attrezzature di proprietà dei nostri clienti”.

Uno sguardo d’insieme

A domanda secca sulle prospettive di mercato sia dal punto di vista delle opportunità sia da quello delle criticità, Falcone risponde con la sicurezza di chi la domanda (e le risposte) se l’è già fatta parecchie volte: ““Partendo dalle opportunità, dato che tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno, credo che le maggiori prospettive nel breve possano venire dalle infrastrutture con un primo blocco di interventi relativo alle grandi opere strategiche di cui l’Italia ha un disperato bisogno per riprendere la competitività sui mercati internazionali. La realizzazione di queste infrastrutture, oltre a rendere maggiormente competitivo il nostro paese, consentirebbe di creare immediatamente nuovi posti di lavoro, contribuendo a ridurre i numeri preoccupanti della disoccupazione in Italia. A seguire, una serie di infrastrutture locali vitali per i tessuti produttivi delle piccola e media impresa. Dal punto di vista residenziale, invece, ritengo che si debba lavorare in modo più mirato rispetto alla crescita vertiginosa precrisi con interventi di alta qualità, volti alla riqualificazione urbanistica del tessuto esistente (densificazione urbana) piuttosto che basati sull’erosione ulteriore del territorio. Personalmente poi io credo molto nelle costruzioni alte come via principale per la qualificazione dei nostri tessuti urbani: piuttosto che realizzare distese di palazzine di sette piani, vorrei vedere grattacieli, in modo da liberare spazi per un verde che non sia residuale”. Falcone passa poi alle criticità e non ha dubbi “Il dramma oggi è ovviamente la carenza di liquidità di tutto il sistema; i nuovi progetti ci sono e sono autorizzati, ma molto spesso non hanno la copertura finanziaria. Le imprese che hanno già lavorato, realizzando i cantieri, hanno estrema difficoltà ad incassare dagli Enti Pubblici che sono pessimi pagatori e quindi si rivalgono sui subappaltatori rallentando ulteriormente i pagamenti. Si crea così un mostro  finanziario che distrugge le piccole imprese, mettendole in enorme difficoltà e in molti casi portandole al fallimento. Probabilmente occorrerebbe uno sforzo comune: certo sbloccare i pagamenti del pubblico, ma anche chiedere alle grandi imprese di costruzione che possono negoziare meglio con il sistema bancario un maggiore sforzo per assorbire in parte i ritardi di pagamenti, caricando meno sui piccoli subappaltatori che sono perdenti nel confronto con le banche. La crisi è sistemica e solo con risposte corali sarà possibile superarla senza immolarvi una parte importante di competenze che nel segmento delle costruzioni sono sempre state il cuore pulsante della nostra economia, di questo ne sono fermamente convinto”.
Viste sul campo: dati tecnici
Dokadek
Doka Italia

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