Una questione di polso

Tiltrotator Engcon massima produttività e versatilità assicurata

Troppo spesso ci tocca sorbirci una litania che, personalmente, come direttore di goWEM! mi urta parecchio e che suona all’incirca così: “nel settore non c’è più niente da inventare, l’innovazione non serve, è un costo inutile”. E via di seguito.
Personalmente trovo la questione davvero fastidiosa, tipica di chi imprenditore si dichiara, ma che imprenditore non è; la mia opinione è, ovviamente, del tutto opposta: di innovazione non c’è n’è mai abbastanza, di tecniche e soluzioni nuove non si deve mai essere stanchi, anche perché rendono le aziende più competitive e forti.

Altrettanto ovviamente devono essere innovazioni vere, non specchietti per le allodole per incassare qualche euro in più; i vantaggi ci devono essere e devono essere reali, tangibili e quantificabili.

Spesso non pubblichiamo notizie su “novità” che di nuovo hanno davvero poco, ma altrettanto di frequente arrivano in redazione notizie che davvero meritano la nostra (e la vostra) attenzione.

Una di queste è sicuramente il rotatore inclinabile per escavatori (e terne); in effetti non si tratta di una novità assoluta (nei Paesi del nord lo usato pressapoco tutti), ma in Italia pochi lo conoscono e pochi lo provano, senza sapere cosa si perdono…

Guardiamolo assieme, anche nelle parole di Antonio Fabbri, uno dei primi imprenditori ad usarlo in Emilia.

Tiltrotator, nome inglese, vantaggi italiani

Innanzitutto cerchiamo di capire meglio come funziona e cos’è un rotatore inclinabile (Tiltrotator appunto in inglese). Una prima definizione potrebbe essere quella di un “polso” per escavatori. Posizionato tra braccio e accessorio (può anche montare un attacco rapido), il Tiltrotator (brevettato, prodotto e commercializzato dagli svedesi della Engcon) garantisce una serie di gradi di libertà in più all’accessorio stesso, consentendo di eseguire lavorazioni impensabili con un attrezzatura tradizionale.

Il Tiltrotator permette una rotazione illimitata e un’inclinazione che può raggiungere (nelle due direzioni) i 45°; con un vero e proprio “gioco di polso”, l’operatore può eseguire lavorazioni di precisione, che prima richiedevano l’aiuto di un uomo a terra (meno sicurezza), in brevissimo tempo, muovendo molto meno l’escavatore rispetto a un sistema tradizionale (risparmio di carburante e meno usura della macchina).

Il video di Spektra, che commercializza i prodotti Engcon per l'Italia, chiarisce meglio di tante parole le funzionalità del Tiltrotator.

Il Tiltrotator dà il massimo quando le lavorazioni sono di precisione e richiedono fasi di intervento consecutive: posa e reinterro di condotte elettriche e termoidrauliche, modellazione del terreno (giardini, campi da golf), movimento terra, anche e soprattutto in zone difficilmente raggiungibili, fino alla realizzazione di dighe e fossi, anche in zone in pendenza. Versatilità e efficienza sono fattori chiave alla base dell’acquisto di questo tipo di attrezzatura.

Un tilt, un mondo di accessori

Ulteriore valore aggiunto, oltreché a quello già notevole garantito dal semplice Tiltrotator, viene assicurato da un’amplissima gamma di accessori messa a punto da Engcon; gamma che consente davvero di affrontare ogni tipo di lavorazione con la massima efficienza (piccolo inciso: tutti gli operatori da noi intervistati concordano sull’affidabilità assoluta dei prodotti dell’azienda svedese, alcuni hanno lavorato più di 8.000 ore senza sostituire neanche un pezzo).

Si va dalle pinze per la selezione materiali a quelle per tronchi, dalle piastre costipatrici ai portaforche, dagli spazzoloni stradali  alle benne di tutti i tipi e le misure, fino ai denti scarificatori o alle tagliasfalto.

Un italiano entusiasta

In Italia, il sistema svedese è ancora poco diffuso, ma conta, tra chi l’ha scelto e acquistato, un buon numero di appassionati, come Antonio Fabbri, proprietario della ditta omonima (nata nel 1994), che lo usa per una vastissima serie di applicazioni nel segmento delle costruzioni e del movimento terra. “Ho visto per la prima volta il Tiltrotator nel 2005, mentre stavo acquistando un escavatore Volvo; ne sono stato immediatamente colpito, ma ero appena partito con l’azienda e ho dovuto pazientare, anche se ero già allora convinto delle possibilità operative. Tre anni fa, ho avuto l’occasione di acquistarne uno utilizzato come prodotto demo nelle fiere, quindi con un costo meno impegnativo. L’offerta era buona e così sono riuscito a coronare un sogno che avevo da 10 anni, equipaggiando un escavatore cingolato da 14 tonnellate”.

Le promesse sono state mantenute - continua Fabbri -; ora che lo utilizzo sempre, devo dire che è veramente fantastico: ti consente di fare tutto quello che vuoi, stando fermo con l’escavatore. Senza il Tiltrotator, per fare le stesse operazioni, avrei dovuto fare minimo tre o quattro manovre per piazzarmi correttamente, per poi fare il lavoro. Con questo attrezzo si riesce a lavorare vedendo sempre perfettamente quello che si sta eseguendo: ad esempio lavorando con escavatore a scavi su pendenze, si riesce ad avere sempre la benna in piano. In più, con la rotazione a 360°, si riesce a modellare lo scavo fossi con facilità. Inoltre, dato che ho scelto un Tiltrotator con pinza, posso sollevare e mettere nella corretta posizione pozzetti, cordoli, il tutto senza muovere l’escavatore o senza la persona a terra. A fine giornata, ogni giorno, si risparmia un ora, un’ora e mezza di manovre. E non è poco davvero”.


il personaggio: Antonio Fabbri

E’ un modo di lavorare completamente diverso da quello tradizionale, ma non è complesso da imparare, l’uso è estremamente intuitivo. Il problema è un altro: quando si scende dall’escavatore equipaggiato con Tiltrotator e si sale su una macchina che non ce l’ha (io ho altri due escavatori di proprietà) ci si sente, come dire, handicappati, si cercano di eseguire certe manovre, non ci si riesce e, per raggiungere lo stesso risultato ci si mette molto più tempo, con tanta frustrazione! Per certe applicazioni, il risparmio di tempo supera addirittura il 50%. Non ci sono paragoni con i sistemi tradizionali”.

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