Bologna la giapponese - Alimak Hek
Operando in perfetta sinergia, le macchine Alimak Hek contribuiscono a velocizzare notevolmente le fasi di lavoro del cantiere, in regime di massima sicurezza
Non è area di sporadici interventi, ma, al contrario, ha una storica capacità di attrazione di grandi opere. Si parte, infatti, dal memorabile intervento di Kenzo Tange, degli anni Settanta, che ha lasciato di se stesso il segno più evidente nelle due riconoscibili torri che sovrastano larea della Fiera, per arrivare, ora, a una nuova radicale trasformazione cha ha radice nella necessità di adeguare lintera area, che ha sempre maggiore centralità nel contesto cittadino e regionale, alla Bologna odierna. La piazza delle torri di Tange è intitolata a Renzo Imbeni, che fu celebre sindaco di Bologna, dal 1983 al 1993, e Parlamentare Europeo. E proprio la piazza intitolata a Imbeni, così come tutta l´area circostante del Fiera District, sono oggetto di un progetto di riqualificazione. Anche perché, se negli anni Settanta era ai margini del centro cittadino, ora larea è centrale, e ospita, oltre alle attività espositive, alcune sedi direzionali di grande importanza, attività commerciali e residenze. Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria e architettura dell´Università di Parma e con il Festival dell´Architettura, hanno bandito il concorso internazionale di idee Una piazza per Bologna e l´Emilia-Romagna. Trentasette le proposte arrivate. Una, ovviamente, la prescelta: il concorso è stato vinto dallo studio Scape. Il progetto vincitore, Gruppo n° 22 SC4P301 con capogruppo l’arch. Alessandro Cambi, (…) è apparso alla Giuria come quello che meglio ha saputo compenetrare le due strategie: la costruzione di un sistema di relazioni non limitato alla piazza e la traduzione di tale sistema in un gesto architettonico in grado di dialogare con la scala e le qualità architettoniche degli edifici di Tange. Lo studio Scape ha deciso di concentrare il proprio intervento, che rappresenta simbolicamente la mano di un uomo, dando attenzione al suolo, accentuandone lorizzontalità a fronte della verticalità degli edifici che popolano larea. Il nuovo spazio pensato da Scape trova affinità e coesione con il resto della città perché sfrutta i vuoti prodotti dal sistema di portici del progetto di Tange per collegare Fiera District al centro di Bologna.