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Una pompa sperimentale al lavoro a Porto Marghera

Nell’area Industriale di Porto Marghera, lungo il Canale Industriale Brentella, è aperto un cantiere in cui la società Veritas sta conducendo i lavori per la sostituzione di una condotta, in acciaio, con una nuova, in sifone, che attraversa una parte dello stesso canale, a seguito di lavori di ‘marginamento’ delle rive. A giustificare l’importanza di tale condotta è il servizio che essa assicura: alimenta la Raffineria ENI di Venezia, garantendo, per 24 su 24 ore, l’approvvigionamento d’acqua industriale. Per non poter interrompere neppure temporaneamente il flusso d’acqua della canalizzazione, si è dovuto realizzare un by-pass che isola il tratto su cui si compiono i lavori. L’esigenza è stata quella di bypassare la condotta vecchia con un sistema di pompe da un pozzetto a monte a un pozzetto a valle. I pozzetti sono stati preventivamente otturati con dei palloni pneumatici, per avere la possibilità di varare e collegare il nuovo sifone alla condotta esistente. Il by-pass, fornito da ITT, garantisce 300 m3 l’ora, che è il fabbisogno ordinario della raffineria, ed è il prodotto (per ora è un prototipo) della costanza effettiva della qualificante ricerca ITT. Crescita di rendimento e prestazioni superiori rispetto alle pompe fuori acqua a asse orizzontale esistenti: ecco il risultato di ciò che sarà un nuovo prodotto ITT.

Si fa così

L’azione preventiva a un qualunque tipo di intervento svolto all'interno di una tubazione è quella di mettere fuori esercizio la tubazione stessa, di isolarla dalla rete di cui è parte integrante. Si intercettano a monte le acque convogliate, per mezzo di palloni otturatori di tipo pneumatico alloggiati in corrispondenza dell’imbocco della tubazione. A rendere completo l’intervento, non devono mancare opere edili di sbarramento (le opere murarie sul canale Brentella sono a cura del Consorzio Venezia Nuova). Le acque in arrivo da monte, e dirette verso i punti in cui si trovano i palloni otturatori, devono essere sollevate con delle pompe e trasferite nel tratto a valle, cioè oltre il tratto di tubazione interessato dai lavori.

Impianto di pompaggio

Si terrà in considerazione che potrà essere il bersaglio dell’evento di pioggia più sostenuto: il dimensionamento di un impianto di pompaggio adeguato deve tenere conto anche di ciò, in rapporto a un calcolo di portata. Dotato di due pompe, una di riserva, deve essere in grado di sollevare la portata in arrivo da monte per mezzo di tubi di aspirazione e di trasferirla verso valle, dopo il tratto di condotta interessato dai lavori, per lo scarico. Le tubazioni di aspirazione e mandata devono essere di consistenza e dimensioni adeguate alla portata.

Il prototipo

Il by-pass da fognatura si serve tradizionalmente di pompe con un passaggio libero adeguato. Normalmente, si impiegano pompe sommergibili Vortex: pompe a girante arretrata che dispongono del passaggio libero di grandezza quasi pari a quella del passaggio del tubo. Pur funzionando bene, le Vortex manifestano l’inconveniente di offrire rendimenti bassi associati a un limite di prevalenza anch’esso basso. La sperimentale pompa ITT al lavoro nel cantiere veneziano ha facoltà di pompare anche corpi solidi, filamentosi e altro, con una possibilità di triturazione e con rendimenti alti grazie all’utilizzo di una tecnologia innovativa in intasabili tipo N. Ciò dà finalmente la possibilità di impiegare un’unica pompa per coprire una tratta lunga. Si risolvono i problemi di prevalenze alte, di corpi solidi impegnativi e dei consumi

Idraulica consolidata

Le macchine ITT in cantiere a Porto Marghera sono prototipi che si avvalgono dell’idraulica delle Pompe N, già collaudata da anni nelle pompe sommergibili della ITT in fognatura, ma mai fino ad ora impiegata su pompe orizzontali: è la prima applicazione di questa idraulica a asse orizzontale in versione diesel. Esiste già a asse orizzontale, ma in versione pompa sommergibile. La sperimentazione non è sulla girante, ma sull’accoppiata tra l’assodata e affidabile idraulica e il motore diesel. Motore che consente di andare a operare anche nei luoghi in cui non c’è disponibilità di energia elettrica né di spazio nel pozzetto.

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