Cucciola (ruspante) di Casa - JCB

Ecco la JCB 1CX-T

Personalmente la terna 1CX di JCB ci è sempre piaciuta moltissimo; compatta all’inverosimile, estremamente versatile e potente al punto giusto; caratteristiche che, d’altra parte, JCB ci ha abituato da davvero molto tempo a ritrovare sull’intera gamma delle terne; caratteristiche che, appunto, riscontriamo nella nuovissima versione cingolata della 1CX, la 1 CX-T (dove il suffisso T sta per Tracked, cingolato in inglese).

Altro vantaggio di tutta la gamma JCB di terne, che ne hanno fatto l’incontestato produttore n° 1 al mondo con numeri da capogiro nei Paesi in via di sviluppo (e in passato anche in Italia dove la terna ha contribuito a costruire il Paese): il grande numero di attrezzature equipaggiabili, grazie anche al circuito idraulico ad alta portata (per attrezzature sia sul retroescavatore sia sul leverismo anteriore). Di nuovo tanta versatilità.

Poi, ovviamente, ci sono i vantaggi specifici di una terna cingolata compattissima, vediamoli insieme.

Potenza ovunque

Innanzitutto parliamo della mobilità; nel senso che la JCB 1CX-T va praticamente dappertutto sia su salite impossibili per le gommate sia muovendosi su terreni a bassa portanza (i pattini sono larghi 320 mm per una migliore distribuzione del peso) o particolarmente accidentati, come fango, torba, zone rocciose o dissestate. Questa caratteristica assicura a chi l’acquista una produttività oraria garantita, indipendentemente dalle condizioni meteo o, appunto, dal tipo di terreno.

Se poi accanto alla capacità di trazione c’è anche un bel po’ di potenza, è chiaro che questo gioiellino di soddisfazioni ne può dare davvero molte; la 1CX-T monta un motore Perkins da 2,2 litri (4 cilindri) che eroga 36,3 kW (a 1800 giri/minuto) e quindi rientra nelle normative antiemissioni Stage IIIA (con tutti i benefici a livello di costi di manutenzione ridotti che ne conseguono). Molto interessante la coppia erogata: 140 NM, ma soprattutto da sottolineare il sistema elettronico di gestione del motore e della potenza che consente di impostare la gestione della macchina sia per ottenere il massimo del risparmio di carburante sia per massimizzare la forza di strappo (rapporto velocità al suolo/regime del motore) senza che i cingoli slittino o il motore vada in stallo.

Abbiamo parlato della forza di strappo: qui i tecnici e gli ingegneri JCB hanno fatto davvero tanto dato che abbiamo una disponibilità di forza che cresce di un robusto 15%.

Dietro c’è un telescopico

Altra differenza fondamentale dai modelli della concorrenza; il retroescavatore non ha l’articolazione del braccio classica delle altre terne, ma equipaggia un avambraccio telescopico che garantisce una profondità di scavo davvero interessante per un modello che pesa solo 4,26 tonnellate (e ricordate che parliamo di una versione cingolata): si arriva a 3080 mm di profondità massima di scavo, con una profondità di plinto di 3020 mm. Anche l’altezza di scarico è da sottolineare: 2670 mm.

Anche davanti la 1CX-T ha molto da dire a partire dalla capacità della benna che arriva a 610 kg, con un’altezza di carico di 2650 mm e un angolo di carico incrementato di addirittura il 25%; il braccio di sollevamento, a quattro cilindri, è del tipo parallelo e, oltre ovviamente a una minimizzazione dei rischi di dispersione del carico, si presta particolarmente all’impiego della terna con attrezzature evolute come le forche pallet, la benna miscelatrice, i trancher, trivelle, le benne 6 in 1 o le turbine da neve.

Piccola, non la cabina

Ok, direte voi, compatta, potente, agile, ma come ci entro in cabina? Facile, vi rispondiamo; senza problemi, a meno che al vostro confronto il compianto Pavarotti non sia stato un fuscello. Partiamo dalla porta di accesso: ad altezza massima, si entra direttamente da terra senza bisogno di essere degli scalatori.

Poi il posto di lavoro: sono disponibili sia la versione con cabina sia quella con tettuccio (meno diffusa in Italia), entrambe ROPS-FOPS, quella con cabina (ovviamente) con riscaldamento integrato particolarmente efficiente e opzione condizionatore. Per i comandi due le opzioni:  leve servocomandate manuali o EasyControl.

La visibilità è massima sia che si lavori con postazione di lavoro sull’anteriore sia sul retroescavatore; la possibilità di aprire con un semplice gesto il lunotto posteriore consente all’operatore di vedere senza problemi tutta l’area di lavoro. Anche l’impianto di illuminazione è potente e ben disposto sia sull’anteriore sia sul posteriore.


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