Piccolo grande Robot - Conjet

Le dimensioni contenute della macchina consentono l'idrodemolizione del cls ammalorato anche nei punti più difficili

Per una grande superficie, ci vuole una “macchina grande” o una “grande macchina”? Stando al caso del risanamento del Viadotto Fiume Salto, in Abruzzo, le dimensioni non contano e, dalla sfida, è la “macchina grande” ad uscirne perdente. Operando sulle pile della A24/A25, infatti, doti quali la compattezza e la flessibilità garantiscono un’adeguata velocità di esecuzione e una corretta redditività. Ecco perchè l'impresa esecutrice CoopCPL 2000, per risanare il calcestruzzo ammalorato delle pile, ha scelto il più compatto tra i robot della Conjet, il cingolato 322. Spiega Angelino Rinaldi, titolare di CoopCPL 2000: “L’idrodemolizione era l’unica soluzione possibile: usando l’acqua ad alta pressione andiamo a rimuovere solo lo strato ammalorato, lasciando intatta la parte di calcestruzzo più profonda e sana; al contempo prepariamo una superficie rugosa che facilita l'aggrappaggio del nuovo cls. Il Robot 322, grazie alle sue dimensioni compatte, ci permette di operare direttamente sulla piattaforma in tutta sicurezza”. Per operare in quota, CoopCPL 2000 ricorre a una piattaforma autosollevante Safi, che si muove verticalmente lungo le colonne posate in corrispondenza delle pile del viadotto. Risulta così coperto l’intero perimetro dell’area da ripristinare. In cantiere, la consulenza e l’assistenza Conjet sono garantite da Roald di Codecasa & C., il distributore per l’Italia dei prodotti svedesi che ha fornito a CoopCPL 2000 non solo il Robot, ma anche l’unità Conjet Powerpack. Prosegue Rinaldi: “Abbiamo acquistato il Robot 322 proprio per il lavoro di Salto; sono gli operatori Yamadu Konate e Vittorio Triuzzo ad eseguire l'idrodemolizione. Il Robot è davvero una grande macchina; non posso immaginare come sarebbe stato lavorare senza".

Un lavoro da 5 milioni di euro

L'autostrada A25, detta Autostrada dei Parchi, permette il collegamento tra Roma e Pescara; dallo svincolo di Torano inizia il suo percorso dove si incrocia con la A24, scorre nella Conca del Fucino, supera l'Appennino Abruzzese giungendo alla Valle Peligna, e termina all'uscita Pescara-Villanova per congiungersi con la A14. La sua gestione, analogamente alla A24, è di competenza della Società Strada dei Parchi Spa. Il viadotto di Fiume Salto, aperto nel 1960, si trova sulla A24 nei pressi di Torano e nelle strette vicinanze del raccordo con la A25; il ponte è sorretto da dodici coppie di pile ottagonali alte circa 40 metri e distanziate lungo la valle di 42 metri. Le parti fortemente compromesse sono in alto, vicino al piano stradale. Il costo degli interventi di ripristino si aggira intorno ai 5 milioni di euro; i lavori sono stati affidati alle imprese associate CoopCPL 2000, Edil C.R.R. e Global Klima dalla Toto Spa, proprietaria dell’Autostrada. Iniziati nell’estate del 2007 e ripresi nella primavera 2008 dopo l’obbligatoria pausa invernale, stanno concludendosi in questi giorni.

Di coppia in coppia

La superficie delle pile è stata intaccata dal cloruro di calcio formatosi dal sale anti gelo sparso sulla sede stradale durante i mesi invernali. Essa si estende a macchia di leopardo per un'area, sulle 24 pile, di circa 380 m2. L’impresa concentra il lavoro su una coppia di pile per volta; operando sulla piattaforma il Robot può accedere a qualunque punto della superficie. Ad alimentarlo ci pensa il Conjet Powerpack, che fornisce acqua pulita alla pressione di circa 1300 bar con una portata di 200 l/min. Ciò consente la rimozione di una strato variabile tra i 70 e gli 80 mm di spessore. Si interviene anche mediante idrodemolizione manuale con lance, soprattutto in corrispondenza dei punti di contatto con le campate del ponte. Terminata l'idrodemolizione della doppia pila, C.P.L. 2000 si sposta sulla piattaforma installata sulla coppia di pile successiva, lasciando il testimone all’impresa incaricata di spruzzare calcestruzzo fibrorinforzato sulle parti idrodemolite. La fase finale dell’intervento prevede il rivestimento della superficie con vernici protettive per prevenire attacchi futuri dei sali anti gelo.

Consulenti d'impresa

Conjet ha affiancato la CoopCPL2000 anche nel momendo delle scelte operative. Ad esempio, è stato il produttore svedese a consigliare la tipologia di piattaforma idonea per le operazioni di idrodemolizione, al fine di garantire alla macchina l’accesso illimitato a tutte le superfici e di mantenere un alto e costante livello di produttività.

 

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