Mi si è ristretta la miniera!
Ancora sofferenza nel terzo trimestre 2013 per i colossi delle macchine per costruzioni
A livello regionale, la maggiore sofferenza per il gruppo statunitense si rileva nell’area Asian-Pacific (-33% per 2,7 mld di dollari), in particolare in Australia proprio a causa del rallentamento pesante del segmento mining, con la straordinaria eccezione della Cina in forte ripresa con un +30% in rapporto al 3Q2012. Il Nord America scende invece del 15% (4,8 Mld di dollari), stessa percentuale di calo per la regione EAME, Europa, Africa e Medioriente (3,2 Mld di dollari), solo leggermente meno negativo il Latin America che con un -12% si ferma poco sotto i 2 miliardi di dollari. Va tuttavia rilevato che il segmento Construction ha visto quale unico dato positivo (+12% e 707 milioni di USD) proprio il Latin America grazie agli ingenti ordinativi emessi dal governo brasiliano.
Komatsu, buon utile netto
I giapponesi di Komatsu hanno invece pubblicato i dati di vendita sui primi sei mesi dell’anno fiscale, iniziato lo scorso 1 Aprile. Le entrate sono state pari a 925,1 miliardi di yen (poco meno di 7 miliardi di euro), con una riduzione abbastanza contenuta: -0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’utile netto del gruppo è addirittura in crescita del 19.2% YoY, visto che ha portato 78,8 miliardi di yen nelle casse di Komatsu Ltd. Nell’ultimo trimestre le vendite si sono addirittura incrementate del 2% rispetto al periodo giugno-settembre 2012, per un valore assoluto di poco inferiore ai 470 miliardi di yen (3,53 miliardi di euro). Komatsu ha rilevato un miglioramento della domanda interna e, proprio come Cat, una ripresa importante in Cina, oltre all’ennesimo calo in Indonesia dovuto anche qui alla contrazione del mercato mining. A livello regionale, nel confronto anno su anno, per i primi sei mesi del FY, troviamo dunque in Giappone una crescita del 13,3% (150 miliardi di Yen), dovuta in larga parte alle ricostruzioni post-sisma e alla ripresa della domanda nel residenziale. In Cina la crescita è stata del 16,4% (72,7 miliardi di yen), grazie alle infrastrutture che hanno fatto salire decisamente la vendita di escavatori idraulici. Il resto dell’Asia (con l’Oceania) ha invece perso il 22,1% per 170 miliardi di yen in totale. La causa principale è il mercato mining, con la sola eccezione delle forniture a Rio Tinto in Australia che continuano su buoni ritmi. Sostanzialmente stabili l’Europa e l’area Russa che portano 93 miliardi di yen (+0,9%), mentre registra una buona crescita l’area MEA (Middle-East Africa) che supera i 76 miliardi di yen grazie ad un +23,7%, trainato in particolare dalla domanda sempre alta di infrastrutture in Turchia, di edilizia in Medioriente e di mining in Sud-Africa e Zambia. Si chiude coi 257,3 miliardi di yen fatturati nelle Americhe (-0,5%) composti dai 136,3 mld in Nord America (+8,3%) e dai 121 del Sud America (-8,8%). In Nord America bene l’housing e l’energia, mentre in America Latina il risultato negativo si spiega con il crollo del mercato mining in Perù e Cile, nonostante le buone performance delle costruzioni in Brasile.Hitachi, calo contenutissimo
Hitachi ha fornito, come Cat, i dati sulla trimestrale da giugno a settembre, durante la quale ha fatturato 373,4 miliardi di yen (al cambio attuale circa 2,8 miliardi di euro) con un calo contenuto allo 0,8%, rispetto allo stesso trimestre del 2012. Il management ha riscontrato un aumento della domanda (specie di escavatori idraulici) sul mercato interno (+12% YoY) grazie alla ripresa dell’edilizia residenziale e degli investimenti pubblici nelle riqualificazioni. Anche per il terzo produttore mondiale, la Cina (+41,7%) ha mostrato segnali molto positivi, dopo un periodo di crisi, soprattutto nel segmento delle infrastrutture. Per contro, si è avuto un calo deciso della domanda in India, Indonesia e Australia e, anche se in misura minore, in Tailandia e Malesia (-18,5% YoY complessivo in Asia e Oceania) e ancora di più nelle Americhe (-30% YoY), in larga parte dovuto ad un cambio di assetto produttivo nella JV con John Deere, anche se negli Stati Uniti viene rimarcata la carenza di investimenti pubblici nelle infrastrutture, mentre è buona la crescita nel residenziale. Sale del 19% la regione Middle-East, Africa and Russia, grazie ai buoni risultati in Medioriente ed in Sud Africa che compensano il calo in Russia (nonostante le buone prestazioni del mining). Qualche segnale incoraggiante in Europa (+19% YoY), specie da Germania, UK e Francia, anche se complessivamente i segnali di crescita sono ancora contrastati.E gli svedesi?
Chiudono il pacchetto dei top player gli svedesi di Volvo CE, che vedono il proprio fatturato calare di un altro 7,5%, se confrontato allo stesso trimestre del 2012, che porta il dato sui primi nove mesi del 2013 ad una caduta complessiva del 21% rispetto al periodo gennaio-settembre del 2012. In valore assoluto le vendite del 3Q 2013 sono state di circa 12,2 miliardi di corone (al cambio attuale 1,46 miliardi di euro) e si può certamente rilevare che gran parte delle perdite per il gruppo svedese sono riscontrabili sul mercato americano (Nordamerica: 1,9 miliardi di corone per un drastico -30% e Sudamerica: 821 mln di corone per un -12%), l’Asia resta il mercato principale perdendo relativamente poco (4,49 miliardi di corone e -5%), grazie soprattutto all’ottima performance anche per Volvo sul mercato cinese, in particolare riguardo le macchine piccole, mentre l’Europa registra addirittura una crescita per certi versi abbastanza sorprendente (+8,5% per 4,1 miliardi di corone totali).Complessivamente, i quattro maggiori player del mercato mondiale delle macchine per costruzioni forniscono un outlook tra il negativo e lo stabile per l’ultimo trimestre dell’anno, con Caterpillar che rivede al ribasso le proprie stime di vendita, mentre le due giapponesi e Volvo CE confermano le previsioni di inizio 2013, ovvero di un mercato complessivamente piatto; analisi confermata peraltro anche sui primi sei mesi del 2014.