"Se in questo momento, seppure con tutte le paure e le perplessità di una nazione che ha un debito pubblico tra i più alti nel mondo, avessimo il coraggio di investire in un piano strategico per le infrastrutture sono certo che nel Paese tornerebbe un pò di fiducia", è il concetto che domina un lungo intervento di Paolo Buzzetti, presidente dell`Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), apparso ieri su uno dei maggiori quotidian italiani. L'affermazione precedente prepara con assoluta naturalezza la serie seguente di incisive riflessioni: "Non solo grandi opere, di certo necessarie per un Paese che negli anni Settanta aveva uno dei sistemi autostradali più evoluti d`Europa e che ora è fanalino di coda, ma è necessario, soprattutto ora, un piano straordinario di manutenzione del nostro territorio fatto di piccole e medie opere immediatamente cantierabili. Il Paese cade a pezzi: abbiamo reti idriche che perdono il 30% dell`acqua che trasportano, dobbiamo mettere in sicurezza le scuole, costruire ponti e argini, rivedere e migliorare la viabilità delle nostre città". Dalla denuncia alla proposta: "Nei cassetti degli enti locali e delle regioni c`è già un lungo elenco di opere di manutenzione che sarebbe possibile far partire subito. E anche noi dell`Ance abbiamo stilato un elenco di quelle opere che riteniamo più urgenti e lo abbiamo fatto pervenire al presidente del Consiglio. Si tratta di progetti a portata di mano che possono partire nei prossimi mesi, incidendo immediatamente sull'economia e sulla qualità della vita. Quella che abbiamo davanti è una grande opportunità per reagire al declino". Per saperne di più: www.ance.it